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L'impietrito e il velluto

Ho scoperto le barche che molleggiano
Sole, e le osservo non so dove, solo.

Non accadrà le accosti anima viva.

Impalpabile dito di macigno
Ne mostra di nascosto al sorteggiato
Gli scabri messi emersi dall'abisso
Che recano, dondolo nel vuoto,

Verso l'alambiccare
Del vecchissimo ossesso
La eco di strazio dello spento flutto
Durato appena un attimo
Sparito con le sue sinistre barche.

Mentre si avvicendavano
L'uno sull'altro addosso
I branchi annichiliti
Dei cavalloni del nitrire ignari,

Il velluto croato
Dello sguardo di Dunja,
Che sa come arretrarla di millenni,
Come assentarla, pietra
Dopo l'aggirarsi solito
Da uno smarrirsi all'altro,
Zingara in tenda di Asie,

Il velluto dello sguardo di Dunja
Fulmineo torna presente pietà.

 


3 commenti:

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  • il 22/10/2011 17:28
    Suggestiva, come il grande Maestro Ungaretti.
  • ELISA DURANTE il 09/08/2011 06:51
    Ermetismo dai suoni vellutati e dalle profonde suggestioni...
  • Alessandro Bellomarini il 30/01/2011 13:56
    L'ultima perla del maestro è qualcosa di assolutamente sublime... la vera essenza dell'ermetismo.