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Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un oboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

In me si fa sera:
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.

 


3 commenti:

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  • roberto caterina il 05/02/2012 18:10
    Che bella questa immagine dell'oboe dal suono penetrante tra le macerie, nella sera e nelle memorie perdute...
  • A. A. il 21/12/2011 02:48
    Il mio Maestro. Quanta ispirazione mi ha dato. Quanto sangue ho buttato per arrivare al suo livello. Mi ha insegnato moltissime cose, fin da piccolo.
  • Laura cuoricino il 03/08/2010 15:04
    Intensa, vera e sofferta!