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Malattia d'amore

Una coltre nebbiosa, irreale
nell'uggiosa giornata distende i suoi arti
su di questa terra,
meschina e schiva..
Il ricordo di fanciullezza,
di pacatezza d'animo, son oggi sì distanti che
pare ritrovommi su di un sudario,
fremente, in attesa del sommo giudizio.
Quali attimi dovrò ricordare, e come fare
ad emettere l'ultimo lancinante sospiro,
quale sarà il mio pensiero conclusivo
di una vita spesa nel dolor dell'animo...
Solo un sorriso, o mia dea regalami,
prima del fatidico sonno,
un sorriso, sì che la mia anima
sorrida assieme ai tuoi occhi,
e possa giacere quieta e sorridente.

 

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2 commenti:

  • M. Vittoria De Nuccio il 10/09/2009 09:47
    ... Quali attimi dovrò ricordare, e come fare ad emettere l'ultimo lancinante sospiro, quale sarà il mio pensiero conclusivo di una vita spesa nel dolor dell'animo... bella.
  • loretta margherita citarei il 13/03/2009 07:33
    molto triste, a volte s'intoppa la lettura, comunque bella nel contenuto.

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