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Negramaro

Echi di voci
valicano distanze.
Arabeschi di luce
filtrano tra i pampini
porpora e oro.

Finita è la vendemmia.

Le donne si avviano
nella luce violenta
dell'acceso tramonto
odorose di mosto e di sudore.

Recano sulle loro labbra
il grappolo di negramaro
sfuggito alle cesoie,
le loro mani a conca
il calice più ambito dagli dei,

Feritoie azzurre i loro sguardi
rivelano al cacciatore
il cielo del fagiano e della rondine.

Impazienti,
con gesti appresi da antica pedagogia,
liberano il sartiame di capelli
ristretto in prigionie di ruvido cotone.

- stendardo femminino-
a catturare desideri.

 

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7 commenti:

  • giuseppe gianpaolo casarini il 20/09/2016 17:33
    Fresca, gioiosa, bucolica poesia..
    brava!

    ggc
  • Sofia Rossi il 04/08/2014 16:51
    È come riviverla questa tua vendemmia! se ne sente il gusto Complimenti
  • Dora Forino il 19/06/2011 17:43
    he bella poter rilleggere questa tua sulla vendemmia, e sulle donne,
    si avviano
    nella luce violenta
    dell'acceso tramonto
    odorose di mosto e di sudore e finalmente si liberano i capelli, per dare vita alla cattura di desideri, dei vendemmiatori invitati dal profumo del mosto.
  • Sergio Fravolini il 28/03/2011 14:44
    Molto bella mi piace.

    Sergio
  • Giacomo Scimonelli il 31/08/2010 01:39
    una vera dedica alla vendemmia... scritta con cura e con vocaboli che disegnano un quadro... veramente bella... complimenti
  • Cinzia Gargiulo il 30/08/2010 22:49
    Hai dipinto la vendemmia con la penna.
    Brava!...
  • vincenzo rubino il 30/08/2010 21:49
    bella, colta e musicale. un piacere averla letta, a presto.

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