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Quel tipo era così timido che mi attizzava 2° Parte

Io ho imparato che se voglio una cosa, devo provare ad insistere. Con gli uomini poi sono sfacciata e non mi faccio incastrare da nessuno. Sono giovane, sono carina, chi me lo fa fare ad avere una storia magari pure bella, ma una sola. Magari più in là con la maturità. Adesso mi diverto.
Mi accomodo, apro il portatile e lascio tranquillizzare la mia preda. Ogni tanto gli getto un'occhiata sperando che non mi veda.
Ammazza quanto è carino, mi ci taglio le vene che se glielo dico, va a finire che mi scappa.
La lezione ha il suo corso tranquillo. Prendo appunti e di rado sorrido al tipo che ricambia, sempre divampando come una fornace.
Questi tipi timidi e solitari mi intrigano perché hanno un mondo nascosto che temono di mostrare. In questo mondo solitamente relegano la loro sessualità. Sono indomabili segaioli, che nel tempo hanno sviluppato una fantasia superiore alla media. Se si riesce a penetrarli di solito non ce se ne pente. Almeno la mia esperienza è stata questa. Spesso i grandi fusti, tatuati e palestrati a letto sono un flop. Sono della serie tutto fumo e niente arrosto. Per questo mi intriga sto tipo.
Alla fine della lezione provo a riattaccare discorso, però mi do un contegno da persona seria:
" Senti Lorenzo " e lì sfodero un sorriso che lo vedo lo acchiappa " posso dare una sbirciata ai tuoi appunti? Sai sono rimasta un po' indietro ultimamente " diamine non può dirmi di no e infatti gentilissimo gira il computer dalla mia parte e mi consente di leggere.
Faccio la studentessa seria e comincio a leggere e giuro mi ci impegno ma non riesco a concentrarmi perché sento il suo occhio scorrermi su tutto il corpo per poi perdersi tra le mie tette. Fino a qualche anno fa questi occhi che mi si appiccicavano addosso mi davano fastidio; oggi no mi eccitano, è un gioco di sguardi e il potere degli occhi sull'eros è all'origine di tutta la letteratura amorosa.
Gli piaccio non ci sono dubbi e vai mi dico. Ora c'è da scoprire come rompere la corazza della sua timidezza. Continuo a leggere ma spero non mi chieda nulla, perché quelle che mi ballano davanti sono stupide lettere. Il mio cervello va a tremila e della filologia non me ne può fregar di meno. Certo l'esame devo darlo però! Allora mi sovviene che ho la pennetta e sbattendo occhi e tette sotto il musetto timido di Lorenzo faccio:
" Ma se mi copio tutto sulla pennetta e invece di stare qui ce ne andiamo fuori, come la vedi? "
Il viso di Lorenzo prende fuoco e vedo un no già nell'atteggiamento delle labbra e una delusione fredda mi si aggrappa alle gambe; quando tornato al colorito normale risponde, come non avrei mai immaginato ormai: " Certo che puoi copiare. Hai ragione fuori è una bella giornata, un po' fredda ma una passeggiata... " sono fuori di me dall'euforia.
" Grazie sei molto gentile. " mentre armeggio per salvare il documento, approfitto per rivolgergli qualche domanda:
" Scusa se ti sembro curiosa ma sei nuovo di queste parti? Non ti ho mai visto "

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