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Auguri militanti

AUGURI MILITANTI


1

- Alzati, Pietro, porcomondo!
Non deve aver preso una botta molto forte, perché Pietro si rialza subito con un colpo di reni, facendo leva sul manico della sua katana conficcata nel terreno. Con un balzo si ritrova in piedi, alle spalle del Guerriero che lo aveva colpito pochi istanti prima gettandolo a terra. Si muove come un asso delle battaglie aeree della Grande Guerra, Pietro, quando fa così! È passato solo un attimo da quando aveva il nemico "in coda" e ora è lì, dietro la sua schiena, pronto a massacrarlo. E i suoi salti, le sue piroette, sono degni del giovane masai che è. Estrae la katana dal suolo fangoso e la conficca in mezzo alle spalle di quel Guerriero che sembrava imbattibile. Io ne vedo un altro che sta voltando l'angolo per attaccarci ma sono in vantaggio e lo secco senza problemi con una raffica di Uzi. Un messaggio mi lampeggia sulle visore, accompagnato da un suono acuto e irritante: "ALERT WEAPONS EXHAUSTED". Erano le ultime munizioni, accidenti! Getto l'arma, ormai in-servibile ed estraggo la mia katana. Lo sguardo interrogativo di Pietro incrocia il mio, duro. "Duro" solo perché non mi piace farmi sorprendere disperato. Preferivo avere un arma che mi permettesse il combattimento a distanza, mi hanno sempre fatto paura i corpo a corpo, ma tant'è... Faccio cenno a Pietro di seguirmi e voltiamo l'angolo, addentrandoci nel cuo-re del labirinto, le lame protese in avanti, strette all'impugnatura con entrambe le mani. Il buio si fa sempre più fitto man mano che procediamo attraverso l'intrico dei passaggi. Guardo l'orologio per consultare l'energia che mi resta e vedo che è sufficiente per la-sciarmi schiarire un po' le tenebre. Ho fatto bene a fare il pieno prima di avventurarmi qui dentro! Evoco allora una luce tenue perché ci illumini il cammino e vediamo che il dedalo si biforca nuovamente. Scegliamo la via a sinistra (izquierda siempre, diceva mio nonno). Un gruppo di quattro Guerrieri, enormi, ci sbarra la via. Il mio compagno ne decapita uno, io infilzo il secondo. Ma gli altri hanno concentrato i colpi inferti dalle loro micidiali picche sulle nostre gambe. Pietro cade sulle ginocchia con i femori spezzati. Sto per cadere anch'io, le gambe consumate fino a metà, ma prima di soccombere riesco a tagliare la te-sta del terzo Guerriero. Poi crollo a terra, movendomi epilettico come una blatta rivoltata sulla schiena. Siamo inermi ora, Pietro ed io, e il Guerriero rimasto, il quarto del bel grup-petto che ci ha aggrediti e che rischia di passare alla storia come quello destinato a stron-care le nostre vite, punta la sua arma verso la parte vulnerabile dei nostri tronchi ormai privi di qualsiasi difesa.
È la fine?


2

- È la fine? " mi chiese Dragonfly la bella, osservando la sequenza dei tarocchi peru-viani che aveva fatto scivolare sul tavolo. La prima carta rappresentava un fulmine (elettri-cità), la seconda la pioggia (acqua) e le seguenti erano tutte nere. Il presagio era piuttosto ovvio: cortocircuito, morte, fine!

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