L'isterico sorriso
di chi si perdonava menzogne
era un tuffo nel futuro
senza più l'alibi di un ritorno.
Così ho cominciato a zoppicare
senza la pietà
di una gioventù barattata
per la paura di danzare.
Ho smesso di piangere
sulla viltà di una amicizia:
il riserbo era giudizio
il silenzio accusa
il plagio il mio delitto.
Arresa ho inciso interdizioni
sui miei visceri incolori.