Quando improvviso un petalo si stacca
dal viso di una rosa, non c'e un come,
un perchè, un quando, c'è solo..
Solo la sua caduta.
Pagine e fogli fragili come ciglie
eran tutti là.
Sopra loro parole definite indefinite,
si univano per poi dividersi tra punti
e righe, e come sempre..
Come quelle sere dai seri pensieri,
stavo là, là fermo..
Fermo ad apettare il suono di un trenino,
e come sempre.. vedevo solo quella luce che..
che si accendeva per poi sparire e tornare
improvvisa.
E allora.. sapevo solo che..
Che pian piano mi alzavo silente dal mio
letto amico e.. appicicavo i miei stanchi occhi
sul freddo vetro di quella finestra per veder..
se fuori cadeva.. la neve, per poi tornar dentro
nel caldo delle mie amiche coperte, e come sempre..
Sempre sotto quell'albero trovavo bene o male,
una busta e parole, a volte c'era pure anche..
anche la neve e.. e il mio vedere si colorava
come tutte quelle piccole palline là..
Là su quei sottili rami pensavo solo..
Pensavo come sempre.
E quando come ora.. come allora..
Sento scendere il freddo che scalda
il mio pensiero, mi perdo..
Perdo tutto il sonno il suono..
E come sempre il tempo mi regala
il suo venire e.. ora, ora son io che scrivo..
Bene o male non importa, perchè.. c'è solo,
solo il rumore dei suoi passi, sono là,
sono quì, sono solo ad un niente..
E come sempre improvviso mi chiami,
come quando..
Come sul quel foglio che..
Ti voglio Bene Mamma.