E vedo ancora quei giorni nei tuoi occhi, Giulia.
Da quaggiù non filtra la mia dose di sole,
di rado rido solo in un abbaglio,
celeste ritaglio.
Annegami adesso nebbia cara,
scorta, cavaliere, il mio respiro.
A vederci chiaro
si fa peggio oggi;
mi giova meglio questo limbo
che mantiene il segreto:
un atollo strappato dalle braccia della terraferma.
Correrò dietro al tuo sorriso,
ma da lontano, per non calpestarlo.
Stremato acciufferò
il lembo della tua gonna
e ricordarmi che li finiva,
per me,
il mondo.