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Ciò che sono

Quel che sono
non fui.

Immoti occhi
d'insulsa ispirazione,
consumata illusione
dietro vestigia di cartone.

Quel che sono
non sarò.

Colpita alle spalle
da inutile verso
che a tutti donai
ma andò di traverso.

Quel che sono
rimango.

Scarso pregio
e basso ingegno
solo parole
che vanno ramengo.

 

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5 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 06/01/2013 01:59
    Visione assolutamente esageratamente pessimistica, probabilmente per un anima di sensibilità che si scontra con un duro presente che però non può non continuarti a offrirti occasioni a 360 gradi e insistere in quello che è il tuo dono di comunicatrice poetica, di sentimenti anche dolorosi, in attesa di nuove occasioni anche piacevoli. Per dindirindina!!!
  • Rocco Michele LETTINI il 05/01/2013 18:19
    Quel che sono
    non fui.
    (FANCIULLEA ALLEGRIA)
    Quel che sono
    non sarò.
    (ADULTEA SPEME)
    Quel che sono
    rimango.
    (ODIERNEA ANGOSCIA)

    LA SPERANZA DI UN DI' MIGLIORE (E LO SENTI) TI SIA DA VIATICO... LA MIA COMPRENSIONE E LA MIA LODE SILVIA

5 commenti:

  • silvia leuzzi il 06/01/2013 17:47
    Grazie Ugo per il tuo commento, te ne sono grata e ringrazio a tutti da Raffaele che si è indignato quasi a Rocco e finanche il buon Vincenzo che si è immedesimato nel gioco delle parti grazie siete preziosi amici
  • Ugo Mastrogiovanni il 06/01/2013 09:40
    "non fui, non sarò, rimango"; la Leuzzi gioca con una particolare dialettica esistenzialistica: due negazioni e una conferma. Secondo me non sono "solo parole", né "Scarso pregio e basso ingegno", ma solamente la certezza di conoscere molto bene se stessa e la sua innegabile bravura.
  • vincent corbo il 06/01/2013 07:27
    Uno, nessuno e centomila... mutiamo, ci rigeneriamo sfiorendo, amando, facendoci del male, forse qualcosa di noi (immutabile) rimane sempre ed è quella che alla fine odiamo.
  • silvia leuzzi il 05/01/2013 19:02
    Ahahahah Alessandro caro ma l'io ha un valore assoluto e non è specificatamente rivolto a me, è un io sociale, un io corale, un io che perde nel tempo infinito dell'uomo.
    Grazie anche a Rocco sempre così tenero e presente Ciao Silvia
  • Alessandro il 05/01/2013 18:01
    Una dura ma lirica autocritica, di chi forse tende a sottostimarsi. La troppa modestia può essere patologica. Piaciuta.

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