Sono
l'aquilone
di un bambino gioioso
che non teme né fulmini né pioggia
quando
corre su prati fioriti di sole
tenendomi
per mano
volo
ma
se si ferma nel grigiore
di un non vento
precipitando
a terra
cado
a volte
inventandomi troppe acrobazie
gli sfuggo di mano
perdendomi
quasi sempre
fra i rovi del bosco
se espando
il mio tessuto colorandolo con l'azzurro cielo vissuto nel suo sorriso
sono io
a sollevare lui
ed
entrambi
aggrappandoci a quel filo di vita che in amor ci unisce
balliamo
nel vento
su un piano di note
al disopra delle nubi
l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera
... noi salviamo il bambino ed il bambino salva noi... noi siamo il bambino e nello stesso tempo anche l'aquilone... siamo il gioco ed il volo... la luna ed il sole... il giocato ed il giocante...