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Omnia vincit amor

Aghi di Pino dispersi
portati, complice il vento, sotto a una Quercia
in una piana deserta popolata di ombre
Mentre il giorno moriva e i rami ricurvi stillavano ancora
appoggiò la sua mano alla corteccia dolente
carezzandola lieve e consolandone il pianto
-Più non soffrire tesoro... manca poco oramai-

Splendeva alta nel cielo illuminando il sentiero
dolce compagna della notte fatale
quando dell'amata compagna
con le sue
intrecciò le radici

... e sotterraneo l'amore
struggeva la fine del divino decreto
per il quale furono Pino la bella Antilea,
Quercia il forte Virilio:
cent'anni, o di più, le chiome lontane
di tronco le gambe, di rami le braccia...

 

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1 commenti:

  • Fabio Magris il 16/01/2017 22:33
    Molto intensa. L'intreccio sotterraneo delle radici finalmente unite in un abbraccio d'amore... bella bella bella

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