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Se

se ridi e poi chiudi
il tuo fiore brillante in una cassaforte
come un sogno che si faceva da bambini,
quando le estati erano ancora estati
e i denti avevano proprietà forti,
io potrei innamorarmi.
se la fame dei tuoi occhi
ha volontà imponderabili
che mi si insinuano dentro,
la fame che rubi a pomeriggi noiosi,
quando tutto è la stessa cosa di sempre,
uguale ai vecchi motti giovanili,
alla ripetuta immagine dello specchio,
io potrei cedere all'abbraccio.
ma se le tue intenzioni hanno la lingua del serpente,
io distruggerò il mio amore
come una cosa di poco conto
e suonerò le corde del disprezzo
nella mia chitarra interiore,
suoni che diventeranno strade
e palazzi e incubi e silenzi,
e i tuoi fiori avranno chiodi negli occhi
e le tenere parole finiranno in una friggitrice
con pesci e patate,
i ricordi saranno animaletti da schiacciare,
mentre il tuo odore
come una cosa amara
sfumerà
nel trambusto arrabbiato di una stanza vuota.

 

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1 commenti:

  • Gianni Spadavecchia il 10/11/2016 13:50
    La vita è fatta anche di "se" e di "ma" e noi agiamo di conseguenza.

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