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A Zagor e Milly

Mi specchio nei vostri occhi,
perché sono occhi che non mentono,
occhi che hanno il colore
dell'erba fresca in primavera,
del sole caldo dell'estate,
di un bosco mutevole in autunno
e del bianco della neve dell'inverno.

La vostra gioia nel vedermi la mattina
è la mia stessa gioia nell'accarezzarvi,
quando litigate per chi di voi
mi salta addosso e appoggia
il muso sulla mia mano tesa.

Lo scodinzolare delle vostre code
è per me come un abbraccio
di mille donne innamorate,
come il sorriso di mille bambini
festanti nei loro amati giochi.

Vi ho preso cucciolotti,
eravate per la strada o
dietro le sbarre di un canile,
siete cresciuti, siete belli,
forti, e riempite i miei giorni
col vostro abbaiare,
con le vostre feste,
con la vostra presenza quotidiana
fatta di gioiosa intemperanza
e discreta quietitudine.

Tu, Zagor, compagno fedele
che segui ogni mio passo,
tu che ti sdrai accanto a me
quando canto e suono
e sembri felice di ascoltarmi,
tu che mi guardi negli occhi
e forse vorresti dirmi tante cose,
tu sarai sempre il cucciolotto
che da piccolo dormiva
nella cesta accanto al fuoco
e si svegliava ad ogni
mio piccolo rumore per seguirmi.

Tu Milly, orsacchiotta bianca
rumorosa, ribelle e fiera
del tuo nobil portamento,
tu che sei arrivata a me
da una lontana terra,
dove sono venuto a prenderti

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 15/11/2016 09:15
    Una dedica che li omaggia... fedelmente.
    Il mio elogio e la mia lieta giornata, Vincenzo.
    *****

1 commenti:


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