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Per avanzare

ma ditemi
come avanzare
se non esercitando
l'antico e grossolano
esercizio della violenza?
resto fermo un po',
poi alzo le mani,
indurisco il pugno,
faccio quattro saltelli
sul posto,
mi esercito accuratamente,
come il ghiacciaio
a disciogliersi,
come il vulcano
a eruttare,
questo pugno
e il mio delirio,
e io violento
le enrgie che stanno
dentro,
afferro il cuore
come una spugna lattiginosa,
mi pettino il cervello
con la punta
delle unghie indurite,
scavo un solco
fino a farlo sanguinare,
i fiori bruciati
di me
sono l'apertura
di uno spazio nuovo,
concimo i miei angoli
col letame
del mio dolore,
come avanzare
se non
facendo terra bruciata
di quello che
c'è,
mi chiedo?
bisogna morire
ancora una volta
per cambiare,
bisogna distruggere
e colare
il cemento,
così le mie mani
sono oggetti incendiari
che bruciano
i rimasugli

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 20/11/2016 20:44
    Meraviglioso componimento pieno di pathos ed energia, per certi versi mi ha ricordato La ballata della masturbatrice solitaria della grande Anne Sexton, ma non per somiglianza ma per sostanza.
    Un abbraccio e complimenti Ferdi sempre più bravo

2 commenti:

  • Ferdinando il 21/11/2016 08:36
    vi ringrazio entrambe per i commenti... Silvia, volevo ringraziarti anche e tanto per la felice scoperta di Anne Sexton, che non conoscevo e che ho trovato molto interessante e incredibilmente vicina al mio universo... ciao.
  • amel il 20/11/2016 23:21
    Intenso. La presenza continua di enjambement segna una situazione frammentate, suscita nel lettore rabbia e confusione, dove la realtà illusoria viene vista con disincanto ma anche con il desiderio di cambiare. Complimenti!

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