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Prima dello scoccare

gallina, pensavo, sta alla larga da cose come amore e cose come sensibilità
poi il duemiladiciassettesimo anno venne e ci furono baci e ci furono recriminazioni
e il cuore marcio degli uomini non era poi tanto marcio in quel momento
e io chiusi il mio dolore in una stanza logora, carico di 9 bicchieri,
pateticamente disgustato dai sapori della festa,
e quarantadue minuti dopo calai in un sonno rapido e perfetto
e fu come morire in una camera da solo, fu come non essere mai nato,
rinnegare il senso stesso della nascita,
provare indifferenza per la baldanza di tutte le gioie,
essere un non-uomo, una non-creatura,
e quando mi svegliai avevo un dopo-sbronza che non mi faceva pensare
e io non pensai, tutto quello che feci fu infilarmi i pantaloni,
sciacquare la mia faccia e uscire nel pomeriggio, sotto un sole strano, veramente strano
che mi sbatteva sugli occhi.

 

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 11/01/2017 08:52
    UN ESPLICITA QUANTO SENTITA REALTA'.
    *****
  • Gianni Spadavecchia il 10/01/2017 09:02
    Un non-essere che però è. Vivere nella propria indifferenza e nel proprio mondo, lontano da chi gioisce e poi soffre.

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