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Il senso del paradosso

oh questa promessa del Paradiso così dolce da sopportare
e le manette dell'Inferno nelle case la sera tarda,
quando le mogli chiedono alle lavastoviglie la conclusione
dell'intero senso umano.
oh come vorrei poterci credere anch'io alla pace finale!
dopo che, per una vita intera, sono stato uomo
come solo l'uomo sa essere uomo; ma non dubito
che molti uomini vicini a me o prima di me o che ancora devono venire,
leggendo libri come l'Apocalisse o la Commedia,
diranno anche loro che l'uomo è condannato a scegliere la felicità come la tristezza.
e che vi sia negli studi di Darwin una punta di antropocentrismo?
non saprei. eppure, se si guardano le cose, vi è più Darwin nel mondo
che Dio nelle chiese. forse nelle chiese vi è più la paura di Dio,
ma anche quella, oramai, secolo ventuno dalla morte del Salvatore,
sembra più che altro una questione di facciata.
ma come non considerare il cancro metastatico della civiltà,
dalla gloria d'Egitto ai fasti d'Atene, s'è giunti fino all'Olocausto
e lì vi è stato il punto di non ritorno.
oh Satana, perché aleggi nella camera mortuaria della mia mente?
non è forse il tuo stesso senso l'intero senso del mondo?
non sono fatte della tua carne, queste verdi colline e i fondi abissi degli oceani?
e la chimica e il veleno di serpente e la furia dei cieli, non sono, forse,
frutto del tuo talento?
come potrei pensare al Male, come la conseguenza del tuo capriccio,
se Dio è Tutto e Tuttopuò e ha creato nell'Amore?
forse, Dio è il Grande Distruttore? e sei tu Dio, il tuo senso è Dio e in Dio?
o, forse, variabili impazzite di una nuova matematica
cospirano per riportare il mondo e l'intero Universo al brodo iniziale?
che il mio destino sia un'incalcolabile facezia?
forse bisogna ignorare la sete di una mente infinitesimale,
e vivere la contraddizione come un'occasione e non come un freno.
i Grandi Santi dei secoli vivono nascosti nel paradosso della loro pericolosa santità.
il loro essere contro natura da lustro all'intera natura
e finché essi esisteranno, il mondo esisterà, finché un solo gesto
di Autentica Bontà, Pura Bontà, Santa Bontà, sarà ancora compiuto,
Dio sarà nel mondo e l'uomo sarà uomo e il cieco Caos, l'insaziabile sregolatezza del Caos,
assumerà un senso Santo, come il dolore che redime.

 

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1 recensioni:

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  • Gianni Spadavecchia il 21/01/2017 08:34
    Poesia tanto introspettiva che fa riflettere su determinati ambiti;ciò in cui crediamo, ciò che desideriamo, ciò che è reale o meno e quanto siamo bravi nell'illuderci di qualcosa di migliore.
    Bella.

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