PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

L'assenza dopo la pazzia

una follia nera di Divinità insensibili coprì di paranoia il leone.
il leone indietreggiò, fin nel varco della notte,
e lì, l'uomo-serpente, lo trasformò
in una pianta secca di colore grigiastro.

*

non si muove più il leone-pianta secca, ora
aspetta immobile, nella sua sete di raggi splendenti,
l'ultima potatura.
persino il suo ruggito non s'ode più,
nulla più s'ode, solo un sonno netto e vegetale.

*

dove sei finito
leone-pianta secca?
il tuo crine d'oro
come la fantasia dei poeti
è così pieno di quelle foglie grigie!
perché hanno contaminato il tuo crine?

*

dimmi, leone-pianta secca
quant'è doloroso
mettere piede nell'inferno
dove vi è l'Assenza di dolore?

*

il Santo Vegetale
appassisce,
un tempo Re,
come il colore dei sogni.

 

1
0 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Gianni Spadavecchia il 24/01/2017 09:07
    Appassisce come i sogni lasciati per troppo accantonati lì, in un cassetto.
    Molto bella, complimenti.

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0