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Depressione post-farmaco

Morte, come ti vedo azzurra
negli intonaci crollare,
e la mia bocca che abbozza un canto
mentre Gennaio permette,
tornando sempre, sempre ritornando,
lacrime,
la fine di tutto.
non è un'Apocalisse questo
andare avanti regredendo?,
e nel futuro
trovare
l'assenza del bambino in punizione
e nella resa
il pianto trasformare
in quell'intonaco, azzurro, il mio tormento.
Morte, quel tuo bianco orrore
nei miei occhi
è come il vuoto dell'asilo
quando astratto camminavo
nei misteri di pongo,
e oltre il mio pensiero
l'inferriata sanciva
dello spazio
i tabù e le foglie verdi.
vorrei macchiarmi i pantaloni con del vino,
riscrivere la storia dall'inizio,
ma tutto sta finendo,
finisce tutto, sempre, adesso.
e allora sia la quiete,
il riso dall'elettroshock procurato,
in quello spernacchiare dei bambini
che non hanno
sogni.

 

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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • frivolous b. il 03/02/2017 16:39
    Davvero una poesia come piace a me! Forte e vera come un pugno nello stomaco, bravo!!!
  • Walter Tresoldi il 29/01/2017 22:30
    Mi piace questa tua creazione.
    Comprendo la depressione.
    Mi piace molto l'incipit: morte come ti vedo azzurra..
  • Rocco Michele LETTINI il 29/01/2017 12:02
    per che la patisco... 'sta maledetta depressione... non posso che elogiarti... per quanto di vero hai effuso.
    Lieta Domenica, Ferdinando.
    *****

2 commenti:

  • GAY TIZIANA il 29/01/2017 20:55
    mi piacciono le immagini che riesci a creare come un mondo astratto il mistero di pongo... tutto cambia plasmato dai pensieri
  • silvia leuzzi il 29/01/2017 19:08
    Terribile questa tua poesia, terribile e meravigliosa al tempo stesso.

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