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Concerti per la sera

Cosa dire ancora
Ripetere una pastorale o un incenso sùbito disperso a sera
ogni sera la sera
perso in fili sottili di fumo come fosse quando inizia
un temporale una pastorale la sera
come un crepuscolo rapido e vuoto e un muro e un'edera
già morta chissà quando morta
e tu lì ancora a dirlo morta da chissà quanto e piove
quale pioggia dire
che pioggia la sera ogni sera eine kleine
che pioggia narrare improvvisa e fredda con gli angoli
sempre poco sempre pochi e tu lì ancora fisso
né allora né ora né la sera né crepuscolo come un tappo
nel fiume o quasi chiesa alta e incenso
a sera la sera
Parvenza

E tu vai ripetendo ascolta così sopra senza mani
per azzurri appendere cieli e colline con l'ondeggiar de' pini
e cieli che mai così alti che mai così densi che mai così pacati e vivi
cosa dire ancora che ormai dire ancora che dire se non te stesso
e le api e i nidi erbe rosse lassù
dove si compie altro silenzio

Senza sforzi giungere a questo:
suono basso vecchia casa con lame pesanti di freddo e
inconcludenti ritorni scolorati
Voce persa come in sogni raccontati con tenacia da dubbiosi

Altro concerto e non questo tragico male la sera
dispersa in soffio e scintille e anni armati
che come capita anche a me ogni volta è uno schianto
e ti ritrovi a cantare come se fosse passata una vita

È un senso pudico impotente a dichiarare il proprio pensiero
ma ineluttabile e chiaro quanto inutile e negletto
Non si sa più né ora né mai si è saputo

Qualcuno forse parlerà un giorno la sera
e ne dirà poco bene
lo sento ma intanto passa e piove
ogni tanto piove e passa ugualmente come stesse per cadere
in uno scatto mi si dice non solo che Dio non esiste
ma che neppure il problema in queste dimensioni va sollevato
la sera
quando raggiungi la vigilia senza stelle
del nonfuturo che ti somiglia
Che dire allora ancora che dire che già ancora la sera
cosa dire se non sai quando morte si congiunga

 

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 12/02/2017 11:58
    RIFLETTERE PER INSEGNARE... QUESTO EVINCO DAL FASCINO DEL TUO COMPORRE.
    LIETA DOMENICA, WALTER.
    *****
  • ciro giordano il 11/02/2017 22:52
    bella. parole che scivolano come suoni e possono lasciare proprio come una bella musica involontarie lacrime

0 commenti:


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