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Miniature

Le vene, che dalla betulla sboccano al cielo,
il cielo di mani immense, assorbe e stempera.
(Il silenzio è miniato da fringuelli e cince).

Lo guardo - e in esso passano nuvole e frammenti
di parole non ancora emesse - ma già sfatte d'uso.

Noi (solo io?) siamo immersi in quest'assenza
di intelletto, rarefatti in un'onda sbalestrata
dal troppo colmo, ma rinnegati dal reale.

Senti anche tu, adesso, senti anche tu che il cielo,
il cielo che respiri, ha come un'ansia di sermoni?

 

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1 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • vincent corbo il 16/02/2017 06:13
    Mi piace la ricerca delle parole e delle immagini. Mi sembra che ad un certo punto (da onda fino a destino) tu abbia forzato ulteriormente l'equilibrio delle parole.
  • Gianni Spadavecchia il 15/02/2017 10:50
    Poesia molto riflessiva e bella da leggere.
    Piaciuta soprattutto la chiusa.
  • Rocco Michele LETTINI il 15/02/2017 06:23
    VERSEGGIO RIFLESSIVO QUANTO CHIARO.
    INTERESSANTE... DA FARNE TESORO.
    LIETA GIORNATA, WALTER.
    *****

1 commenti:

  • Walter Tresoldi il 16/02/2017 08:57
    Grazie Vincent dell'acuta osservazione. Ho forse voluto concentrare troppo nei versi citati: c'è un po' del "naufragar m'è dolce" e nel contempo un brusco richiamo al reale, che me lo impedisce. Forse devo semplificare...

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