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Il merlo dei cassonetti

Prosegue la canalizzazione
di rumori,
di suoni e di parole:
ormai
lo squallido
impera dai cassonetti
e dirige i guardi
verso angoli privi di ogni volontà -
ammosciati.

Appurato ciò, muto posizione e
- mamma mia! -
il merlo torna a chiocciare,
basso,
nel pulviscolo di pioggia fredda.

Ed è proprio in quel punto,
dove edera e piante malaticce
sono lisciate dall'umido,
che scatta la scintilla frenata
e titubante
che innesca la ripartenza
- l'ennesima ripartenza -
latente, ma sincera e congrua.

Gratuitamente si alza il sipario delle nubi -
sorride un sole, timidamente.
Gigante di solitudine luminosa
che abbraccia, trafigge e penetra nel grazie
e negli occhi del grazie e nel pane del grazie.
Gratuitamente.

 

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3 commenti:

  • silvia leuzzi il 24/02/2017 19:16
    Intensa e spietata osservazione del reale con un finale pieno di luce, energia, speranza. Ciao Silvia
  • Anonimo il 20/02/2017 06:41
    Molto bella ed espressiva
  • Gianni Spadavecchia il 19/02/2017 16:34
    Bella poesia, lenta e molto piacevole da leggere.
    I termini "timidamente" e "gratuitamente" regalano più armonia all'opera.

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