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Agnum Deo immolandum (l'Agnello sacrificale di Dio)

Seduta accanto a te
tengo stretta fra le mie la tua mano
la porto al mio viso
la bacio e tu mi accarezzi
e mi sorridi contento di avermi vicino

in silenzio stiamo seduti
le nostre lacrime, paure non dette
pensieri del domani incerto
di una strada in discesa
intrapresa senza volontà

mesi di lotta impari
di luminari che non s'illuminano
perché il giuramento d'Ippocrate
hanno tradito per meno di trenta denari
lasciandoti soffrire senza sapere perché

E ripenso a quei momenti di silenzio
fatto di pianto valso mille parole
alla nostra casa sulla roccia
che avevamo costruito
ma che i dadi hanno sgretolato

Sono bastati meno di trenta denari
perché le tue membra finissero di respirare
immolato dai traditori d'Ippocrate
affinché diventassi anche tu come tanti altri
"agnum Deo immolandum".

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Maurizio Gagliotti il 04/04/2017 07:55
    forte, semplicemente e complessamente forte nel modo disarticolato di unire pensieri che non riescono ad essere frasi sempre compiute.
    Piaciuta.
  • Rocco Michele LETTINI il 03/04/2017 06:30
    UN ACUTO QUANTO VERO SEGUITATO POETICO...
    IL MIO ELOGIO E LA MIA LODE, VINCENZA.
    SERENA SETTIMANA.

1 commenti:

  • paolo veronesi il 09/04/2017 11:42
    bellissimi versi pregni di passione e di "fedeltà", di mistica (ir)realtà, di un Credo che libera l'Anima da catene che l'Uomo usa contro il Prossimo e contro se stesso

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