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I miei nonni e Casamicciola

Adesso vorrei prendervi io per mano,
adesso che non ho più paura della strada,
di serpenti, ladri e fantasmi con catene,
adesso vorrei portarvi una volta sola
per le stradine piene di oleandri e bouganville
che da Piazza Bagni scendean alla Marina.

Stringevi forte la mia mano, nonno,
per proteggere quel nipote che portava
il tuo stesso nome e che ogni anno
portavi con te quando andavi a trovar
ristoro ai tuoi dolori tra i fanghi
miracolosi della bella Casamicciola.

Dimenticar non potrò mai quella sera
d'estate calda ma sempre con quella
brezza rinfrescante che venìa dal mare
quando udimmo grida alte di donna
gridare aiuto, al ladro al ladro,
e il ladro ci passò accanto, col coltello
in mano correndo a più non posso
giù per la stradina sconnessa e stretta.
Fu un attimo il tuo prendermi in braccio
e farmi scudo col tuo corpo,
fu un lampo e il ladro passò senza guardarci,
ma io giammai dimenticai quel gesto
pieno d'amore e di estrema protezione.

E tu nonna, minata fin dalla tenera età
da un male insidioso come pochi,
tu che quella volta cadesti dalle scale
del traghetto e chiamammo l'ambulanza,
io che piangevo credendo di non vederti più,
fu quella l'ultima volta che affrontammo
il viaggio verso la verde isola che tanto
era rimasta nel mio cuore giovane e felice.

Mi lasciavate solo la mattina nella piccola
stanza della pensione lassù in cima alla stradina,
ed io leggevo, leggevo e rileggevo,
i fumetti a me tanto cari, Topolino, Zagor, Tex,
Blek Macigno, Capitan Miki, Monello e Intrepido.
A volte sentivo rumori per le scale
e il cuore sobbalzava in petto,
ma non volevo venir con voi per aspettarvi
nelle sale immense delle terme,
e leggevo, e leggevo e rileggevo nell'attesa.

Son ritornato qualche volta a riveder quei posti,
son tornato a prendere il traghetto e a sentire
il vento sulla faccia che fischiava antiche melodie,
son ritornato per quelle stradine strette
che sembravano un tempo non finir mai
e che adesso sembrano essersi accorciate.
Non si sente più il profumo di oleandri e bouganville,
non c'è più la piccola pensione e la mia stanza
dove chiuso a chiave leggevo le avventure dei miei eroi,
ma vorrei prendervi per mano e portarvi
una volta sola, l'ultima volta, prima che sia troppo
tardi anche per quel bambino che leggeva... leggeva... leggeva...

 

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1 recensioni:

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  • vincent corbo il 18/06/2017 08:16
    Tenera e nostalgica. Un filo sottile che unisce le nostre vite.

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