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Da: Trascendenze

L'ardente chiarore della luna
carezza i fiori che sonnecchiano
tranquilli nel prato dove il vento
si rintana echeggiando il verso
impetuoso della Terra.

Io al fioco lume della mia celletta
consumo il tempo ancestrale dell'unione
del cuore col sentore che trascende
la realtà sfiorando il volto misterioso
dell'infinito sconvolto dal canto
primordiale del poeta che stringe
nelle mani le ferite dell'ignoto
alla cui ombra ardente s'incendia
l'io che decifra l'impossibile
e il miracolo rende manifesto.

Ora, silenziosa e muta la figura
familiare dell'angoscia trasmuta
nel candore infantile dell'innocenza
sorbita dalle mani unite in forma
di calice del mistero,
che infonde nella mente la luce
albare di una ricordanza che lampeggia
la visione nostalgica di un'era
in cui era bello e dolce sostare
ai piedi dell'altare su cui ardeva
il sangue della vittima immolata
per placare lo sdegno omicida
dell'Artefice.

La Natura è un Tempio formato
da colonne d'alberi e altari
di pietra nuda; il canto
liturgico che ritma il rito
profetico del santo è intonato
dagli uccelli e accompagnato
dalla musica del torrente che
scroscia orchestrati dal vento
e diretti dal sole che è l'anima
vivificante di questa melodia
nascosta.

Celebra il culto cultuale
del mistero il sacerdote
che si abbandona all'estasi
sponsale dell'unione simbiotica
ed organica: il poeta.

Egli è un essere misterico

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