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La morte d'un cigno

Era un giorno di novembre e il cielo sospirava,
inviando sulla terra i suoi requisiti santi;
come se volesse dire che Colei che Esso amava,
si sbranava in silenzi e a Lui donava i pianti.

Era Ella, eterna Diva, la cui voce scioglieva,
negli occhi di ciascuno le Siberie dolenti;
sola si accarezzava col buio che s'accendeva,
versando fiamme gelate, su suoi occhi ormai spenti.

Miserere! Miserere per noi anime smarrite,
nel deserto che ci scava negli occhi fosse ardenti!
Noi, che della sua Arte con i cuori induriti,
abbiamo preso tutto, senza mai dare.

 

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1 recensioni:

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  • Antonio il 27/11/2017 11:31
    Riflessiva e molto personale questa tua bella poesia.

1 commenti:


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