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In memoria di Beatrice

Lasciali ridere, Beatrice,
lasciali affogare nelle loro
miserie di moderni untori,
lasciali sprofondare nella melma.

Io ho visto il tuo sorriso,
e solo quel sorriso luminoso
vale più delle intere vite di chi
ti sbeffeggiava con disprezzo.

In un mondo dove non conta
la bontà, non conta la dolcezza,
ma solo la futile apparenza
di chi si sente unto dal Signore,
la tracotanza spinge alla ferocia,
la prepotenza irride la pietà.

"Grassa, sei grassa, cicciona,
ammazzati, sparisci", ti
dicevano ridendo tutti in gruppo,
e tu sentivi quelle urla e quelle
risa la notte con la testa sul cuscino,
e piangevi pensando alla tua vita.

Guardavi le tue amiche magre
fare le smorfiose coi ragazzi,
spiavi i loro baci di nascosto e sentivi
il tuo corpo fastidioso ed ingombrante.

Le luci del treno sono state per te
le luci della libertà e della salvezza,
le luci che ti avrebbero portata
in quel mondo dove non esiste il corpo.

Ora sei puro spirito, ora sei quello
che avresti voluto che gli altri vedessero,
la tua intelligenza, la tua sensibilità,
la tua voce che cantava melodie,
il tuo candore che chiedeva solo amore
e la tua splendida unicità di giovane ragazza.

 

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1 recensioni:

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  • Maurizio Gagliotti il 05/05/2018 13:30
    Storia triste e commuovente... ma può solo per questo dirsi poesia?
    La Trovo gratuita e c'è della captatio benevolentie.

0 commenti:


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