poesia "Water and sons" di PE - Altri temi sociali
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Water and sons

Erano acque.
Cu-cù, fa capolino una faccia.

Drin-drin,
una telefonata dal vuoto.

Dalla strada per essere uno.

C'è uno spirito che aleggia fra gli stati.

Prendere possesso di una visione, come in una visione,
occhio da portare come opzione.

e no! non eravamo senza morale,
era la morale che era ormai senza più noi.

Che quando l'anima non discende da nessuno
è sempre difficile mettersi d'accordo.

Altre albe,
Altre mattine,
Albe che disintegrano le convinzioni nel mostrarsi
delle prime volte,
paesaggi che sgorgano da anime elettriche.

e scusa se non parlo abbastanza,
è che poi nel flusso degli anni
ho accellerato la mia distruzione.

e di filosofi non ne ho incontrati tanti,
per lo più art creative director delle sezioni marketing.

E tutto il tempo che era passato già,
i giorni che non torneranno,
quei bambini che non saranno bambini per sempre.

C'eravamo, avevamo radici nel caos e nella scomparsa.
Menti come macchie d'olio nella botte dell'acqua.

e la Groenlandia, i Normanni,
2759 euro per un viaggio con tour operator,
risparmiare due anni,
dare tempo ad orizzonte oscuro per vedere la terra cantare!
Eccolo il regno degli uomini, senza coraggio è il meglio che abbiam fatto, è vero ciò che è.

Ode alla passione.

Tortellini in brodo.
Mezzo milione di anni per sedersi intorno ad un tavolo
senza mai provare ad uccidersi.

Poi ci riesco.
Che io le voci le ho sempre sentite.

 

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