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Maria I Tudor

Leggiadro pargoletto chermisino
imbragato cogli contessuti fior

Suggea linfa dall'aurato pomo
che di laggiù s'ergea regale

Pria d'annegar satollo
pella ruinosa piova

Come vela in malora
pello interminato ponto

In lagrime si levò la regnatrice
collo rincantucciato spiro

Inverante lo sacrale ufficio
dittato da la deitade
ch'ognora ruglia suso pello etra

Crociatini a falcidiar
felloni cogli acciari

Teda d'indico pinta
levò la ventura del
riottoso populetto

Da che enfia parea la
epa de la reina
per celia di Damara

Allumò per converso
intima adiaforia

Ella vivea longinca dal sol
e da le immote nove

Tra le acri radiche
tra la serpentiforme gentucca
tra le plutoniche camere

 

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