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Soli trovare
Pietre aguzze d'amore
Ride la sabbia
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- Recensione di "Soli trovare / Pietre aguzze d'amore / Ride la sabbia"
In soli tre versi, Roberto Caterina riesce a evocare un paesaggio emotivo e simbolico di grande intensità. Il componimento si apre con "Soli trovare", una frase che suggerisce isolamento ma anche scoperta: la solitudine come condizione necessaria per incontrare qualcosa di autentico. Le "pietre aguzze d'amore" sono un'immagine potente e ambivalente — l'amore qui non è dolce rifugio, ma materia ruvida, tagliente, forse dolorosa, che si trova solo attraversando il deserto dell'intimità.
Il verso finale, "Ride la sabbia", introduce un elemento di leggerezza e ironia. La sabbia, simbolo di tempo, di aridità, di instabilità, ride - forse della nostra ricerca, forse della nostra vulnerabilità. Il contrasto tra la durezza delle pietre e la leggerezza della sabbia crea una tensione poetica che lascia spazio all'interpretazione: è il mondo che ci osserva con distacco? O è la natura stessa dell'amore a essere paradossale?
Con una scrittura essenziale e visiva, Caterina ci invita a riflettere sul senso della ricerca affettiva, sul dolore che può accompagnarla, e sull'ironia sottile che permea l'esistenza. Un testo breve ma densissimo, che si presta a molteplici letture e lascia un'eco profonda.

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