Passano i tramonti
e sublime ruota la luna,
nell’abitudine celeste
del corpo mio.
Scuoto il vento
tra le dune sabbiose
nella primavera del castoro
che lesto spacca il legno,
pensando a te seduto
all’arco del celebre soffio
che solleticando sbatte
nel dondolìo del pescatore.