Passeggio con occhi allenati nel cielo,
scorgo un esiliare deciso di antichi corvi,
mentre, lievi, avanzano rosee ancelle portatrici di luce.
Vedo carrozze argentate stipate di stelle,
la più ribelle fugge e mi esorta a seguir la sua scia.
Scopro caverne di tuoni, antri di fulmini,
ma, subito, sopraggiunge una colomba color neve neonata,
che mi rapisce e mi porta con sè nel regno lungimirante del sole.
Avvisto complotti di cirri, protetti da scudi alleati di nubi,
ma, d'improvviso, benefici raggi lancieri mi conducono
verso rifugi intonacati di sereno.
Incontro sottili ombre vestite di passato,
le scavalco e le dissolvo, con spade vibranti di volontà
e con fioretti affilati di sorrisi.
Mi imbatto in un bimbo giocoso, con fluttuanti riccioli d'oro,
che corre nel cielo, quasi fosse un prato infinito.
Mi chiama, mi esorta:
"Parti con me, ci aspetta un'immensa vallata con laghi come culle di velluto,
e montagne come dondoli per il cuore.
Mai la vidi, ma son certo che ci aspetta, andiamo."