Odio il mare d’ invero
che riempie di pioggia i suoi cieli.
E quel turbinio di onde,
e di stelle,
che vedo rifrangersi nei tuoi occhi,
quasi fossero le eraclee rovine
di un tempio perduto.
Odio te,
odio tutto ciò che ho amato e perduto.
Come quei cieli, e quei mari,
lì dal pontile di pietra.
io penso che... lo stato d'animo... è lo specchio di ogni fotografia... quindi...
altro momento... stesso mare... stesso tempo... e una foto di certo diversa.
sempre brava. complimenti. kiss.
Anonimo il 31/05/2009 16:04
cosa meglio di un mare d'inverno.. per trovare la propria pace interiore?
Caro Ugo, non mi riferivo assolutamente alla canzone della Bertè, per quanto il titolo sia uguale.. comunque leggerò le tue poesie.. grazie per il commento, a presto
Non conosco la canzone perché la Loredana Bertè mi è antipatica, ma il titolo di questi versi mi sembra ricalcare quello della sua canzone. A parte questa mia osservazione, di certo non valida come critica, direi che “Il mare d' inverno” è molto superiore alla “Efebica bellezza” testé letta. L’accenno alle rovine del Il tempio di Eracle di Agrigento evidenziano la cultura classica dell’autore e la buona capacità a dar vigore al verso che, in questo caso, trovo ben organizzato ed armonico.