Ultima spiaggia ad ovest
del mio mare infinito
e torbido,
dove la luna danza
una melodia di amarezza
e le stelle l'accompagnano
piangendo.
Ma il sole sorge
grande e luminoso
sopra i turbinosi affanni
dell'umanità.
Mentre le onde i miei
piedi lambiscono
come un indio devoto
m'inchino
e ringrazio.
Ogni nuovo giorno ci invita a non arrenderci. Il mare è giustamente da te citato in quanto origine di vita, così come il sole che rinnova le nostre speranze. Bellissima!
L'accettazione dell'immenso valore della vita nonostante il suo turbinoso evolversi nel percorso est (inizio) ovest (fine), percorso che si determina misurato ma inconsciamente infinito.
Brava Cristina, sentito e liberatorio.