Nel mezzo giorno, è mia la sorte dell'indifferenza
non senso, ma vero, quel tremore
nelle notti, da sommerso zelatore
ora è carne viva, e non prodigio dell'adolescenza
il mare nel cuore, l'abbandono, lo stupore.
Le notti delle carezzevoli parole
del tuo vano guscio, così colpevole,
a nessuno il ricordo, e neanche l'amore.