il guizzo della matita
carezzava le linee del viso
della donna dal collo allungato
c'èra mistero nel fascino del corpo
musico oblungo e disteso
nudo come il vuoto
buio profondo ch'ella offriva
dagli occhi senz'anima
in un volto di mandorla
lo sguardo le sfiorava lieve
i seni e i fianchi
scivolandole sul collo
- col pollice a mezz'aria -
aumentando col cuore
la distanza e la grazia
sulla tela bianca
mentre quella matita
- dilaniata dal male -
plasmava d'immortalità
una venere cieca
l'autore senzamaninbicicletta ha riportato queste note sull'opera
le dediche sono due: una è per il mio artista preferito (ma non il solo) Amedeo Modigliani, Modì, morto di tubercolosi all'età di 36 anni.