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Notte di mezza estate
Appoggiata alla colonna osservo i pochi coraggiosi che occupano ancora la pista. Ho le gambe troppo stanche per ballare e i pensieri malinconici non aiutano la mia adrenalina che ha smesso di circolare nel sangue da quando il ritmo della musica si è fatto meno incalzante. È l'ultima sera di una vacanza all'insegna del divertimento in un villaggio pullulante di giovani reduci degli esami di maturità. Tra sole, mare, acquagym, lezioni di ballo, serate in discoteca e a chiacchiere a bordo piscina fino alle tre del mattino, la settimana è trascorsa in un batter di ciglia. Vorrei tanto tornare al primo giorno, quando uno degli animatori, vedendoci, ci ha accolto con un sonoro "we, che bello, tutte guaglione!" mi era venuto da ridere per quell'accento che conoscevo, sì, ma che non avevo mai sentito da così vicino. Adesso mi ci sono talmente abituata che quasi riconosco a stento il mio familiare romagnolo-umbro. Quattro delle mie amiche non hanno resistito e sono già andate a letto mentre io, Angela e Maddalena, resistiamo ancora tentando di far durare il più possibile questo ultimo giorno. Un ragazzo che mi passa accanto mi fa cenno di andare a ballare, ma io scuoto la testa. Le mie gambe reclamano una poltrona soffice. Vedo il ragazzo parlottare con il suo amico e avvicinarsi di nuovo a me. "Piacere Mario" distrattamente ricambio la stretta e farfuglio il mio nome. Si allontana di nuovo solo per tornare in compagnia dell'amico, che mi stringe la mano e dice di chiamarsi Mattia. Mi giro verso le mie amiche, non mi interessa se sono sgarbata. L'ultima volta che ho conosciuto un ragazzo in discoteca, cioè meno di una settimana fa, sono stata liquidata con un "scusa, ma ero ubriaco" dopo che lui aveva passato la serata a strusciarmi addosso il suo affare mentre io cercavo invano un argomento di conversazione. Dopo pochi minuti, eccoli di nuovo alla carica. Mario si presenta alle mie amiche mentre Mattia mi stringe nuovamente la mano. "Ci siamo già presentati" gli faccio notare in tono brusco. "Non importa" mi basta sentire per un attimo il suo tono allegro e il suo accento conosciuto per capire che è di Napoli. Tenta un approccio, ma lo smonto subito. Non sono in vena per fare la carina stasera. Lo vedo raggiungere il suo gruppo di amici con passo mesto. "Che voleva?" chiede Maddalena curiosa. "Niente" rispondo frettolosamente. Dopo una manciata di minuti, Mario si avvicina di nuovo a me. "Scusa eh..." comincia "ma al mio amico piaci proprio..."
"E allora?"
"Vorrebbe uscire con te"
"Ma io domani vado via"
"Anche lui però... dice che s'è innamorato..."
In un attimo vengo circondata da un quartetto di napoletani, tra cui Mattia. "Sì, mi sono innamorato!" insiste. "Ma non ha senso!" ribatto, indecisa se mettermi a ridere oppure no. "È una settimana che non fa altro che parlare di te" un altro ragazzo arriva in suo soccorso "dice sempre che sei bellissima"
"Ci siamo appena conosciuti!" preciso stupita.
"Ti ha vista il giorno che sei arrivata"
"Va bene, ma capisci che parlare di innamoramento è esagerato?"
"Non hai mai sentito nominare il colpo di fulmine?" Mattia s'inserisce prepotentemente nella conversazione. Dal loro divanetto Angela e Maddalena osservano la scena con curiosità. Capiscono il mio imbarazzo e mi fanno cenno di uscire. Mi libero dal nugolo di napoletani e le seguo fuori, con Mattia alla calcagna. Continua imperterrito a dichiararsi nonostante il mio comportamento alquanto scoraggiante. Non mi sembra più così seccante. C'è qualcosa di sincero nella sua insistenza. Mi propone di sederci un attimo e io acconsento, tanto per vedere cosa succede. Angela e Maddalena si siedono al bar e io raggiungo Mattia. Mario si siede accanto a noi mentre gli altri assecondano il desiderio del loro amico e vanno a letto. Parliamo un po' di argomenti vari, del fatto che questo posto è magnifico e nessuno ha voglia di tornare a casa. Il discorso cade sugli studi, sul fatidico esame di maturità che abbiamo sostenuto di recente entrambi e mi chiede il voto.
"Secondo te quanto ho preso?"
"Mm... ottanta!" rimango allibita.
"Come hai fatto a indovinare?"
"Visto? C'è feeling tra di noi" allunga le braccia e mi mette le mani sulla vita "dammi un bacio, se mi dai un bacio adesso vengo lì nelle Marche da te"
"Nord delle Marche" preciso "quasi in Romagna"
Mario, che si è mezzo addormentato accanto a noi, si alza per andare a letto. Lo saluto e mi risponde con un "comunque hai proprio delle belle gambe!". Sto per protestare, ma poi penso che, siccome in questi giorni ho indossato solo pantaloncini molto "-ini" mi merito l'apprezzamento. L'amico invece lo fulmina con lo sguardo e mi afferra per i fianchi come a voler sottolineare che sono roba sua. Mi sento un po' a disagio sotto lo sguardo apparentemente distratto, ma molto vigile, delle mie amiche. Mattia mi prende una mano, me l'accarezza e commenta "we, che belle mani che tieni!" e con un rapido movimento mi sottrae l'elastico nero a fiori che tengo al polso. "Dai dammelo!" esclamo tentando di sfilarglielo. Niente da fare, non ci pensa proprio a restituirmelo. "Mi serve" provo a impietosirlo "domani devo farmi la coda"
"Stai bene anche con i capelli sciolti" e mi fa una carezza sulla testa. Non so perché, ma questo ragazzo comincia a piacermi. Sarà per i suoi modi così spontanei, il suo carattere allegro, i suoi complimenti sinceri. "Virgi, noi andiamo a letto!" Angela e Maddalena si avvicinano a me. "Adesso arrivo" rispondo. "Sì, però arriva!" precisa Maddalena con una punta d'acidità. Annuisco e mi metto d'accordo con Angela, la mia compagna di stanza. La esorto a non chiudere a chiave la porta e prometto di arrivare dopo poco tempo. "Fatti accompagnare" si raccomanda. I nostri vicini di stanza non sono ragazzi molto affidabili; spesso sono seduti davanti alle loro camere e ci guardano in modo "strano", se così si può dire. Dopo che si sono allontanate, io e Mattia andiamo a sederci nelle sdraie a bordo piscina. In un momento di distrazione riesco a riprendermi l'elastico, ma lui, decisamente più bravo di me nella lotta riesce a appropriarsene di nuovo. Non glielo direi mai, ma i miei penosi tentativi di riprendere ciò che è mio, o meglio era mio, sono solo un pretesto per avvicinarmi e stabilire un po' di contatto fisico, anche se lui mi riempie di carezze. "Se mi dai un bacio te lo restituisco" timidamente mi avvicino e gli sfioro la guancia con un bacio leggero.
"Posso riaverlo adesso?"
"No"
"Perché no?"
"Devi darmi un bacio alla francese"
non rispondo. C'è una parte di me, quella razionale, che mi blocca. Ma nello stesso tempo il mio sguardo è fisso sulla sua bocca. Resto lì, come un'idiota, a fissarla mentre lui mi parla. La vedo muoversi, ma sono troppo imbambolata per sentire quello che mi dice. Una folata di vento freddo mi scuote e mi riporta alla realtà. Noto la pelle d'oca sul mio braccio. Forse è lì da prima che arrivasse il vento. "Sento freddo" mi rannicchio su di lui e mi lascio abbracciare. "Se mi dai un bacio ti riscaldi"
"Non penso proprio"
"Scommettiamo?"
La domanda rimane sospesa, senza risposta. Osservo la piscina davanti a noi, leggermente illuminata, avvolta dal buio della notte. Il venticello fresco è calmo e rilassante. C'è una strana pace, come se tutto fosse in stand-by. Gli unici rumori che sento sono le voci di alcuni romani che arrivano lontane e il battito del cuore di Mattia. Alzo lo sguardo verso di lui che, prontamente, mi appoggia una mano sulla nuca e mi attira a sé. È un bacio lungo, lunghissimo. Senza imbarazzo, come se lo avessimo già fatto milioni di volte, come se ci conoscessimo da sempre. Mi sento a mio agio. I nostri corpi s'incastrano alla perfezione. Nessun braccio che formicola, nessuna gamba indolenzita... solo una strana armonia e un inaspettato equilibrio. Ci stacchiamo dopo un tempo infinito. "Là il cielo è più chiaro" mi fa notare. C'è un bagliore all'orizzonte che contrasta fortemente il blu scuro del cielo. È così limpido. Le stelle sembrano a portata di mano, come se bastasse appena allungare un braccio per afferrarne una. Il respiro regolare e sicuro di Mattia mi culla dolcemente. Penso che potrei stare così per sempre. Vorrei che questa notte non finisse mai.
Quando Mattia mi accompagna in camera l'atmosfera è avvolta dai primi suoni mattutini. Il canto degli uccellini si fa sentire appena, il rosa e l'arancione del cielo stanno sfumando per lasciare spazio a un azzurro intenso. Sarà una bella giornata. Ci salutiamo con un abbraccio e la promessa di vederci prima di partire definitivamente. Non provo a riprendermi l'elastico, ormai si è adattato benissimo alla forma del suo polso. "Profuma" mi sussurra annusandolo. Io non sento niente. Quello che ha sentito è proprio il mio odore e non qualche profumo che potrei averci ho spruzzato. È il mio odore che porterà con sé. Non m'importa se sul treno non potrò legarmi i capelli e morirò di caldo.
"Ci vediamo dopo colazione?"
"Sì"
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- Grazie Matteo, per il commento concordo con te che ci sono realtà molto tristi, ragazzine che sprecano la loro verginità a tredici anni solo per avere qualcosa da raccontare alle amiche! Comunque io (che ho 20 anni e penso di potermelo permettere ) non mantengo sempre questi toni "candidi", nel mio racconto "il timore di un sogno" ci sono andata un po' più pesante, magari quando hai tempo, se ti va, puoi dargli un'occhiata domani continuerò a sbirciare tra le tue opere
Anonimo il 07/03/2012 17:36
Anche questo racconto autobiographic è molto piacevole, soprattutto perchè vi si legge una certa purezza che è merce rara... altro che baci da innamorati, vedo ragazzine più giovani di te fare mooolto peggio! Quello che racconti tu è invece uno spaccato di giovinezza candida, una sorta di passaggio obbligato verso la maturità Ciao
- Premetto che ho trovato il racconto carino anche se io preferisco la narrativa pura, non quella autobiografica. Francamente io ho un carattere abbastanza introverso nei confronti dell'altro sesso e inoltre ho sempre odiato i comportamenti invadenti come quello tenuto da Matteo, estranei alla mia natura - l'invadenza tra parentesi io la considero il peggior difetto dei napoletani e m'impedisce in genere di andar d'accordo con loro - ma visto il numero di donne avute nella mia vita e quello ben più sostanzioso avuto da altri devo concludere, e il tuo scritto ne è la riprova, che ha ragione chi sa comportarsi come lui. Peraltro tutto è relativo a questo mondo, due sere fa a una grande sagra del ponente ligure famosa anche perchè lì spesso si alza il gomito, eravamo in 5 amici e clamorosamente 4 ragazze, abbastanza brille, sui 18-20 anni e quindi assai più giovani di noi ci hanno letteralmente abbordato con tanto di bottiglia di vino bianco in offerta, non me lo aspettavo proprio, ah, ah!
Anonimo il 09/08/2011 07:02
Ci credo, Virgi, certo che sei bella... ma no, come certi napoletani, che amo anche nelle loro manifestazioni canore, voleva dire che son bravi a fare teatro, a enfatizzare. Ma nel tuo caso certamente è stato sincero, diamine. Era uno scherzo. Se non ci credi al mio rapporto con i napoletani leggiti quello che mi è successo ai campionati italiani master di nuoto. Il racconto è Il calore non ha sesso... uno strano gemellaggio Napoli Brescia. http://www. poesieracconti. it/racconti/opera-7150
Se non hai voglia di leggerlo salta alla parte dell'incontro con i nuotatori e nuotatrici napoletane... ciaociao, Virgi.
- Pepe (scusa se prima ho messo la doppia, ho letto male) G, il mio "!" era un punto esclamativo benevolo, non una minaccia, figurati... va be visto che travisi, cercherò di evitare la punteggiatura troppo colorita... Giacomo, cosa vorresti dire con quel "non come certi napoletani"?? Pensi che sia tanto strano innamorarsi di una come me? Tu non puoi vedermi, ma ti assicuro che sono una gran gnocca ahahahah!!!
Anonimo il 08/08/2011 20:44
Bravo Pepe... sei un chiaroveggente... ma i miei erano baci esclusivamente d'amore. Non prendevo scuse... mi innamoravo davvero... ahahah... non come certi napoletani... ahaha... ciaociao ragazzi. Mi diverto, scusate. È l'età.
- Giacomo uno con una vita piena e avventurosa come la tua chissà quanti baci è riuscito a prendersi in gioventù e anche dopo
- Il finale del tuo controcommento che finisce con un "!" sembra una minaccia. Ok sono pronto alla tua visita . L'importante che i tuoi commenti siano sinceri e scritti con questa espressione e non questa
PS Il tuo racconto mi è veramente piaciuto, gli ho dato 5 stelle.
- Non solo i baci... anche gli elastici. Ed era il più bello che avevo!
Anonimo il 08/08/2011 18:21
Virgi... io sono stato quasi bocciato... ahahahah... vabbè, ti perdono per quel bacio regalato ad uno sconosciuto. Si era innamorato, vero? Anche noi ci innamoravamo, sempre. Buona la scusa per rubare baci... ahahah... ciaociao.
- @Peppe G: so benissimo che la trama non è il pezzo forte del racconto, mi sono servita di questo piccolo episodio per descrivere gli stati d'animo che si possono provare in situazioni di "gioiosa malinconia" (era finita la tanto aspettata "vacanza della maturità", la settimana era stata bellissima, la fatidica ultimo sera anche, il tutto condito con una vena di malinconia, visto che il dispiacere di tornare a casa era tanto!). Grazie per i complimenti; appena mi sarò possibile leggerò le tue opere!
- @Giacomo: dai non facciamo i moralisti... ero in vacanza, era una bella serata, lui era (anzi è carino... il bacio ci stava! Non dipende dai tempi, dipende dalle situazioni e soprattutto dalle persone. Non sono il tipo che va in giro a baciare a destra e a manca, ma se capita, non penso sia poi così vincolante. Il seguito non c'è, per lo meno non per ora... e non osare criticare il mio voto, tu te lo saresti sognato! Ahahahah a presto ciao ciao
- Il racconto in se non è molto interessante: è un episodio estivo come tanti possono capitare alla tua età. Ma mi è piaciuta la tua capacità di narrazione molto fluida. E mi ha sorpreso e intrigato la descrizione schietta e consapevole delle tue emozioni.
Anonimo il 07/08/2011 16:03
Bella descrizione di un incontro occasionale... o forse c'è un seguito? ottima la parte che descrive il vostro momento vicino alla piscina. Ai miei tempi il bacio era un impegno... una specie di punto di arrivo, non di partenza. Forse lo è ancora... chissa? Dimmelo tu... ciaociao e brava. Ma ottanta, via, mi hai deluso. Almeno novanta... ahahah
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