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Il grillo sopra il palo

La strategia per la conquista del granaio, come in qualsivoglia contesa, stabiliva che riconoscere il proprio nemico, soprattutto se mortale, era la prima capacità di difesa.
Si sapeva, infatti, che anche l'arma d'offesa più terribile e potente, più di una volta si era rivelata infruttuosa, se non si adottava anche la strategia di stringere alleanza con qualcuno, avendo in tal maniera l'accortezza di non rimanere soli come un Don Chisciotte ed il suo servo Pancho Sanza, a combattere contro tutti i mulini a vento, che quando soffiava, almeno facevano girare le pale, e con l'aiuto dell'acqua producevano energia.
Il nemico, che sin dal suo apparire sulla scena, utilizzava a proprio vantaggio quest'arte bellica, va-lida anche in tempi di pace, dopo averne provocato la completa rovina, senza pudore alcuno, s'alleò addirittura con l'avversario, per poter innalzare nel successivo girone di sfida, la bandiera d'aver contribuito a salvare per intero, e magari da solo, quel poco che di buono era rimasto nel granaio.
Il grillo capo - orbo, restò così con il cerino acceso in mano, e contro l'avversario, con cui non ave-va stabilito neanche un piccolo patto, ed il nemico "furbo" nella futura contesa per la conquista del granaio, nulla poteva sventolare sopra il palo, se non il suo nemico vero, sè stesso, e la sua fallace idea di conquistarlo tutto e da solo.
In quella lotta, l'aver detto, di fatto, "Tutti nemici e nessun amico, molto onore" naturalmente, non c'era alcuna colpa, ognuno sceglie ciò che più gli aggrada, ma un dato è chiaro, quel madornale er-rore di non sapere e volere riconoscere il suo nemico, ma di fare tutto da solo, ha mandato quel gril-lo sopra il palo, a leccarsi le ferite, per non correre il rischio di fare la fine di quello da Pinocchio schiacciato sopra il muro.
Si narra che qualche sera, con il rimpianto per la mancata azione quando si era presentata la sua bellissima occasione, lo sentirono elevare, con nostalgia alla luna, il suo cri-cri, mentre ritmava la strofa di una canzone mai dimenticata e sempre attuale, "democrazia è partecipazione".

 

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