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Con un'ala sola

Con un'ala sola.
"Mase?"
L'esclamazione di un ragazzino di sette anni echeggiò per il cortiletto. Oliver si mise a quattro zampe sul tappato d'erba e sbirciò sotto una delle panchine affiancate al muro di casa. Ignorò gli schiamazzi degli altri bambini che giocavano appena oltre il muretto di cinta.
"Mase?" ripeté, tornando ad alzarsi in piedi e spolverandosi i jeans all'altezza delle ginocchia: il bambino di nome Mase non rispose nemmeno a quel secondo richiamo. Oliver aveva attraversato il cortile dei Lockwood in lungo e in largo alla ricerca del suo migliore amico: con pazienza e accuratezza aveva scandagliato ogni angolo, dai nascondigli più azzardati fino a ai più banali, come i sedili posteriori della jeep del padre. Tuttavia, non vi era traccia dell'altro ragazzino. Non era preoccupato - lo trovava sempre, alla fine - ma stava incominciando ad esaurire le idee per i nascondigli. Infine, ebbe un'illuminazione. Attraversò il praticello di corsa, restituì a Ricki e Jeff il pallone finito a pochi metri di distanza da lui e sbucò nel giardino sul fronte della tenuta. Individuò in fretta il gigantesco tappeto di plastica a forma di scacchiera che ricopriva un generoso quadrato d'erba; lo raggiunse di corsa. Lì, sdraiato a pancia in giù, e circondato da una decina di pedine grandi quanto nani da giardino, un ragazzino stava sfogliando un libro. Solo quando Oliver si sedette di fianco a Mase, si accorse dell'espressione triste dell'amico. Spostò ancora una volta lo sguardo in direzione del libro e si accorse che la copertina era interamente fradicia, così come gran parte delle pagine.
"Chi è stato?" domandò, assumendo un'espressione preoccupata. Mason si strinse nelle spalle e non disse nulla, facendo bene attenzione a non ricambiare lo sguardo dell'altro bambino. Infine, tirò su col naso, e prese a stuzzicarsi una crosticina sul ginocchio.
"C-co-come va c-con l'aaereo che stai, stai costruendo?" balbettò infine, continuando a mantenere lo sguardo basso. Oliver lo guardò con aria triste per un po'. Infine, prese il libro dell'amico e se lo appoggiò sulle ginocchia.
"Così così." rispose, incominciando a tamponare le pagine con un lembo della sua maglietta. "Ma ci sto lavorando, perché?"
Ancora una volta Mase si strinse nelle spalle. In quel momento gli schiamazzi dei bambini fuori dal giardino si fecero ancora più forti. Oliver si accorse che i ragazzini si erano spostati di fronte al cancello della tenuta e stavano ridacchiando per qualcosa: un paio di loro tenevano in mano delle pistole ad acqua giocattolo. Uno dei bambini si issò sul bordino di ferro ai piedi del cancello e sbirciò nel cortile. Oliver notò che Mason aveva preso ad appiattirsi ulteriormente a terra, quasi temesse che i ragazzini potessero notarlo.
"Sono stati loro, vero?" domandò a quel punto, alludendo al libro rovinato. Mase arrossì; si passò bruscamente una mano sugli occhi e si voltò in direzione opposta a Oliver, tirando su col naso.

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