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Il cerchio

Le persone del gruppo sedute in cerchio nella sala guardano se stesse negli altri; trovano nel loro dire, qualcosa in cui si riconoscono. L'abbigliamento diverso, le posizioni sedute differenti, gli sguardi spesso inespressivi ma concentrati nell'ascolto, li fanno sembrare simili, perché tutti in attesa di una risposta.
Scendono lacrime, c'è tensione nei volti, altri si serrano in espressioni dure. Michel osserva con occhi acuti e sorriso tenero come a volerli penetrare.
Il bisogno fa subito spazio ad una generosa predisposizione a farsi scoprire.
Malena vorrebbe mettersi subito a nudo, mostrargli le sue ferite, farsi medicare. Sente di dover affrontare esercizi difficili ed ha paura: potrebbe perdere il controllo, stare male o anche peggio.
Si ricorda della prima domanda che aveva rivolto a Michel: " Soffrirò?" ed anche della sua risposta. Tesa, è comunque pronta a mettersi in gioco.
Dopo la lunga estenuante meditazione è stato inevitabile non scappare, si è diretta verso la vetta del poggio dove sapeva essere il vecchio castello ormai in rovina.
Corre verso la sua rovina che sente alle spalle ma vede davanti. Niente la può fermare, né gli insetti rombanti, né il viottolo sassoso, né i rovi sui bordi. Bisogna arrivare lassù, sentire il vento, il vuoto, la libertà.
Scendere con il suono del campanile è stato semplice, dolce.

 

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