racconto "Dinnanzi al volere" di Elena - Riflessioni
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Dinnanzi al volere

Impostare questo messaggio è stato davvero complicato, la cosa migliore che possa fare quando lascio uscire fuori da me le parole, è ascoltare attentamente il respiro, che deve scendere fino alla parte più profonda di me per poi risalire attraversando inevitabilmente il cuore con l'aiuto della testa che lei sola sa cosa siano le parole perché lei sola possiede questo ricordo, e lei sola parla questo linguaggio umano. Quindi così farò, vi domanderò se siete convinti di essere davvero uomini liberi o ancora vagate tra gli aforismi di qualche scrittore depresso, o qualcuno che parlicchia di libertà senza averla mai percepita davvero.
Non sarò io a parlarvi di libertà poiché mi ritrovo ancora oggi rinchiusa nella gabbia del mio cervello così potente e pesante che mi domando cosa ci trovava di così divertente la mia maestra ad elogiare la mia memoria straordinaria.
Quella troppa memoria che carica fino a tanto il pensiero che difficilmente poi si sente o si percepisce il creato.
Così mi sono ritrovata senza testa a sentire la potenza viscerale di quello che è la vita.
Mi sono trovata a parlare di Dio senza sapere concretamente di cosa stessi parlando, ma descrivendo per quanto possibile tutte le sensazioni che avevo provato attraverso l'unione carnale.
E adesso qua mi ritrovo a dire che l'unione sperimentata attraverso l'atto sessuale, che specificatamente gli psicologi chiamano eros, sentita oltre, sentita attraverso e solo sentita è la l'atto creativo più bello che la natura divina ti ha dato.
Ma che ve lo dico a fare, adesso che state ad accumulare piaceri, senza capire il senso, senza domandarvi che il piacere viene ultimo quando ci si rende conto del potere creativo che abbiamo, dell'energia che ci scorre dentro, ci attraversa e si incanala la, per far si che sentiamo profondamente l'altro, ne diventiamo una parte e lui diventi noi. Dove un dare è allo stesso tempo un ricevere, e non ti riconosci più in un nome, non sai più se i tuoi capelli erano neri, ricci, chi sia tua madre, quanti soldi tu abbia, se hai capito cosa fare della tua vita, no.
Sei la, non sai niente, ma sentendo forse hai chiaro tutto, la tua natura divina perfetta, che partecipa concretamente alla perfezione totale, ed una parte di qualcosa di alto si dovrebbe incarnare nella vita, se siete le anime che dovevano unirsi. Il tutto non guarda in faccia chi siete, se avete il lavoro, il tutto vi manda l'informazione che siete pronti a materializzare e se vivete consapevoli, vivrete un miracolo, se no vi perderete il dono.

 

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