Favola "Concorso di bellezza per le stagioni" di Anna Maria Vercellone
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Concorso di bellezza per le stagioni

Era da qualche tempo che ormai sulla Terra non succedeva più niente di interessante.
Guerre non ce n'erano più, il problema della fame nel mondo era stato brillantemente risolto, l'inquinamento era solo un brutto ricordo che riguardava il passato... insomma, tutto stava andando a gonfie vele.
Il buon Giove, vedendo che gli abitanti della Terra si stavano annoiavano a morte senza più nessun problema sul quale discutere o combattere, decise di chiamare a sé tutti gli altri esponenti dell'Olimpo e di indire un concorso di bellezza per stabilire quale stagione fosse la più bella.
Primavera, Estate, Autunno ed Inverno si misero all'opera per apparire piacenti ed invitanti.
Ognuna di loro, naturalmente, indì delle campagne elettorali, nelle quali nessun colpo basso venne escluso; ciascuna di loro, infatti, cercò di mettere in risalto non solo le proprie caratteristiche migliori, e questo è il peggio, anche e soprattutto, le deficienze delle altre concorrenti.
Ovunque apparivano striscioni acclamanti a questa o a quell'altra stagione; per ogni angolo della Terra i vari sostenitori si diedero un gran da fare per poter far ottenere il maggior numero di voti alla propria beniamina.
In breve, tutti i terrestri, lavorarono sodo per un anno intero.
Anche le candidate, però, dal canto loro, non si risparmiarono; fu un anno, quello, come non se ne videro mai. Tutto era assolutamente perfetto.
Venne, finalmente, il gran giorno. Giove stabilì che il verdetto fosse reso noto a Capodanno, durante il veglione di S. Silvestro quindi, una delle stagioni sarebbe stata premiata ed eletta come la più bella.
La prima a doversi presentare fu l'Autunno, non per favorirla e tantomeno per svantaggiarla, era solo per ovviare a polemiche e discussioni che sarebbero potute sorgere tra le quattro contendenti. Si decise, pertanto, di procedere per ordine alfabetico.
Al suo apparire molti trattennero il fiato per l'ammirazione; era bellissima. Aveva un lungo vestito variopinto, con stupendi colori caldi ed intensi ( un famoso stilista di grido si era occupato, infatti, degli abiti delle stagioni... e ci aveva proprio azzeccato!)
Si muoveva con eleganza e con sicurezza, lasciando dietro a sé una fragranza speciale che si adattava perfettamente alla sua persona.
Come il pubblico si fu zittito, iniziò a parlare. Anche la sua voce era calda e suadente.
" Io sono l'Autunno, vengo a rinfrescarvi dopo l'esasperante calura estiva; vi dono refrigerio ma non freddo. Dove ci sono io rallegro ogni cosa, creando un atmosfera di magica allegria. Il cielo non è più così fortemente celeste, il mare assume un potente colore blu, che gli conferisce un aspetto senz'altro imperioso. Il sole non è più così accecante come in estate... e i boschi... e i prati... che delizia di colori e di profumi, dal rosso vivo delle viti, al marrone dei funghi, dal verde malinconico dei campi, tra cui spiccano ancora dei fiori, alle sfumature di colore del giallo delle foglie sospese tra le fronde degli alberi... E i frutti? Mele e pere a volontà, con la profumata e generosa uva, tanto cara al dio Bacco. Eleggetemi, e per un intero anno vivrete nella magia dei colori e dei profumi che vi offro."

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