Gli scienziati e, nello specifico, i fisici non sono ancora riusciti a chiarire come è nato l'universo. Più precisamente non si sa ancora se ci fosse qualcosa prima del Big Bang e, se sì, che cosa. Quando si giunge a limiti come questo si apre un dibattito di natura filosofica e si creano i dissensi fra credenti e non credenti. Gli atei sostengono che ci sono solo le leggi della fisica e che non ci sia necessità di un creatore; attendono così che le conoscenze scientifiche progrediscano per dare loro maggiori certezze in tal senso. Ci sono a riguardo diverse ipotesi: una stabilisce che prima del big bang non ci fosse nulla e che comunque non ci sia stato alcun intervento di leggi diverse da quelle fisiche; l'altra ipotesi dice che l'universo ci sia sempre stato e che dovremmo adeguarci all'idea di un universo infinito, almeno nel tempo; un'altra ipotesi è che ci sia una legge fisica che stabilisca l'impossibilità di conoscere fino in fondo l'origine dell'universo, analogamente ad altre leggi che stabiliscono limiti invalicabili come la relatività e il principio d'indeterminazione. I credenti dinanzi a questo limite sostengono che non possa che esserci l'intervento di un creatore. Ci sono però 2 diverse categorie di credenti: alcuni sostengono che la creazione è un fenomeno al di fuori delle leggi della fisica, altri invece vedono la creazione come un fenomeno scientificamente descrivibile e si tratta di quegli stessi credenti che sostengono la dimostrabilità scientifica dell'esistenza di Dio. Ad ogni modo, anche se i credenti riuscissero a dimostrare la validità delle loro tesi, il Dio che ne uscirebbe sarebbe solo quello dei teisti. L'esistenza del Dio della religione invece sarebbe ben lungi dall'essere dimostrata e guardando l'universo in tutta la sua immensità, amoralità, caoticità, crudeltà e insensatezza appare quanto mai inverosimile l'esistenza di un Dio amorevole, moralista e punitivo ad averlo creato e che lo governa. Tipi come me invece mantengono una maggiore cautela rispetto agli atei e ai credenti. Ritengo che le sole certezze siano quelle sia pur parziali e provvisorie che ci fornisce la scienza e che sia ancora troppo presto per azzardare ipotesi come quelle che stabiliscono l'esistenza o inesistenza di un Dio, mentre reputo inverosimile l'esistenza del Dio dei mazdei, degli ebrei, dei cristiani, dei musulmani, dei sikh e dei baha'i. Questo fa di me un agnostico in senso strettamente teistico ma anche un ateo in un senso fideistico.