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GIULIA 7 L'azione

Scena: una stanzetta in un anonimo corridoio di un altrettanto squallido e mortificante ospedale.

Personaggi: Giulia, oramai incapace anche di alzarsi per andare in bagno, andirivieni di infermiere, caposale, medici; un’affacciatina alla porta, una breve visita più di cortesia che sanitaria; io, oramai ospite fisso della struttura (potenza delle raccomandazioni) ho un falso tesserino-pass che mi autorizza, come “sanitario” ad essere presente anche fuori orario di visita parenti.

Situazione: per le sue condizioni, Giulia ha una flebo attaccata alla macchina della terapia del dolore, di tanto in tanto, in funzione dei suoi lamenti, alzo il livello di droga iniettata.

Atto finale: ho il tasca, da giorni, oramai, una siringa già pronta, so, mi è stato ben insegnato, come usarla; devo solo trovare il coraggio di farlo, e sto aspettando che sia la mia piccola Giulia a darmi l’input.

Sono le 15 e 15 del giorno 15, e Giulia, oggi compie 15 anni; mi stringe spasmodicamente l’avanbraccio, lacrime scorrono dai suoi occhi più stupendi che mai, infilo l’ago nel tubicino della flebo, un ultimo tentennamento, poi premo lo stantuffo.

Pochi minuti e la sua stretta si rilascia.

Mi allontano dalla sua stanza, passando davanti al banchetto della caposala le sussurro?"“ sta dormendo serena, vado a casa, ci vediamo domattina.”-

Nel giardino, sporco e maltenuto dell’ospedale, mi siedo su una panchina semidivelta dai vandali di turno, e resto a fissare il terreno fra le mie scarpe.
E resto a fissare il terreno fra le mie scarpe.
E resto a fissare il terreno fra le mie scarpe………

E mi sento ancora una volta solo, ancora una volta inutile, ancora una volta uomo.

Vorrei poter dire che per una istantanea reincarnazione, magari sotto forma di passerotto, Giulia volando, si fosse fermata sulla mia spalla, e beccandomi il lobo dell’orecchio m’abbia detto, sto bene, sono felice, sto con te, cosa voglio di più?
Ma così non è stato, non l’ho più vista, né percepita, tranne, talvolta, nei miei sogni maledetti.

E allora accendo il piccolo registratore e ascolto per la milionesima volta la sua tenera e dolce voce di bambina spaventata, di donna mortificata, di anima maltrattata.

-“ Vi; ti voglio un mondo di bene, tu sei e sarai sempre il mio amico, il mio fratellone, il mio fidanzatino, il mio papà, il mio complice, i miei occhi.”-

E chissà perché, ogni volta che ascolto la sua voce tutti i cani del quartiere, all’unisono ululano disperati verso il cielo, salutando a modo loro la Giulia di tutti!

E i giorni passano, e si portano appresso i mesi, che diventano anni!

PER GIULIA E TUTTE LE VITTIME INNOCENTI CHE SI REINCARNANO NEI FIORI CHE PROFUMANO LA NOSTRA VITA

 

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16 commenti:

  • lupoalato maria cannavacciuolo il 14/04/2008 17:14
    Stupendo finale quasi una poesia che rimane nel cuore.
  • Anonimo il 29/09/2007 22:00
    Ecco lo sapevo mi hai fatto commuovere. Molto bello questo tuo racconto Gigi, sono felice di averlo letto, non deve essere facile stare a guardare tutta questa sofferenza, per niente facile. Ciao
  • luigi deluca il 28/09/2007 22:16
    grazie, Sara, se mi conosci un pochetto, sai che in tutte le mie cose c'è sempre molto di autobiografico, ed anche con Giulia ho fatto "catarsi" di tante storie che hanno incrociato la mia vita. Un saluto, gigi
  • sara rota il 28/09/2007 09:08
    Bellissima l'ultima frase e non solo, mi hai commosso.
  • Maria Lupo il 17/09/2007 20:25
    Il voto e il commento si riferiscono a tutta la storia di Giulia, non solo a questo pezzo. È veramente bella e scritta con talento e passione. Ci sono, purtroppo (o per fortuna, sotto certi aspetti) molte storie simili a questa situazione che può sembrare estrema. Bravo.
  • Maurizio Triolo il 31/05/2007 19:27
    Ho sentito il dovere di lasciarti un ulteriore commento, grazie gigi sono le parole più belle che ho letto su questo sito... grazie ancora.
  • Anonimo il 31/05/2007 19:05
    L'atto che "Vi" fa per Giulia in questo episodio è un gesto di amore incomprensibile. Un amore del genere si fa fatica anche ad immaginarlo...È devastante questo racconto, ancora più devastante se si pensa che è parte della realtà in cui viviamo.. Io ti ho chiesto di raccontarla questa realtà anche se non bella perchè era giusto farlo... e tu l'hai raccontata con tutta l'umanità e la fragilità che un uomo possa avere... Mi tocca particolarmente questa storia... Complimenti e grazie!
  • Maurizio Triolo il 29/05/2007 19:53
    Sei riuscito a descrivere quell'impotenza che molte volte proviamo... con grande precisione e coinvolgimento... siamo solo uomini... sono veramente contento che tu abbia trovato la forza di scrivere tutto questo... e pensare che volevi un mio parere... ciao.
  • marco moretti il 28/05/2007 00:15
    ho letto tutte le pagine su giulia di un fiato, e non ho parole... solo occhi gonfi
  • ESTER zaniboni il 27/05/2007 18:27
    .. ho letto tutti i racconti su Giulia prima di dare un commento, ed ora non ho parole da scrivere... ogni cosa che scriverò non riuscirà a farti capire quanta rabbia, cresce dentro me quando ti senti impotente, di fronte a questo maledetto... male che non si riesce a sconfiggere... e ti porta via persone a cui volevi bene.
  • luigi deluca il 27/05/2007 15:44
    Ti ho spiegato tutto in privato, ma voglio ringraziarti pubblicamente, per la passione dei tuoi commenti, con il lavoro che fai è quasi normale essere sempre incazzati, però hai la consolazione di essere utile alla parte più debole della società, con viva simpatia gigi

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