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Leira la regina dei Lupi di Lunalandia cap 1

Nel “Paese delle Meraviglie”, non esistono i lupi, Lewis Carroll ritenne che l’approccio favolistico al mondo dei sogni potesse escludere questo tipo di personaggio.

Questo ha causato, quindi, il legittimo disagio dello “Stregatto” quando, in vacanza per vari mondi, si trovò a contatto di questi abitanti a lui sconosciuti.

Va detto che Stregatto, pur avendo regolarmente richiesto ed ottenuto il visto per l’accesso a Lunalandia, in realtà non era molto esperto degli usi, dei costumi e soprattutto degli abitanti di queste terre; lo aveva spinto lì, il suo naturale senso di curiosità, ed era rimasto affascinato, soprattutto, dai colori che la luce lunare, onnipresente, riesce a dare alle cose.

Capitò, quindi, che una sera, appollaiato su un ramo ben robusto di un albero di mele, lo Stregatto, rimirasse con passione i giochi di luce prodotti dai raggi lunari, i disegni sull’erba, mobili ad ogni minimo spostamento di un ramo o di una foglia, che, variandone la traiettoria, modificava di fatto il ricamo luminoso sul terreno; entusiasmato da tale silente bellezza Stregatto non s’era reso conto dell’avvicinarsi al suo albero di un branco di lupi; alcuni maculati, altri con la pelliccia grigia, altri ancora con colori ben contrastanti a disegnarne il manto; uno di essi, anzi una di essi, l’unica femmina del branco, il “capo” del branco, appunto, indossava un regale manto bianco, qualche sfumatura di rosso in coincidenza delle orecchie e alla punta della coda, un’altra piccola macchia rossa, a forma di stella, adornava, invece, il suo petto, quasi fosse un distintivo, quasi fosse un marchio o un simbolo o meglio ancora, un “segno”.

Camminando sottovento, il branco riuscì a raggiungere l’albero dello Stregatto senza che questi minimamente se ne accorgesse, però, poi, cominciò a percepire l’odore muschiato dei lupi, e voltosi a cercarne l’origine, se li ritrovò, a fissarlo intensamente a pochi metri dal suo punto di osservazione.
-“Salve, amici”- esclamò ad alta voce lo Stregatto, innalzando in verticale la coda striata in segno di benvenuto, -“io sono lo Stregatto, vivo nel Paese delle Meraviglie e sono, come turista, ospite delle vostre terre”- e sorridendo, senza “scomparire” però, per non spaventare i neo-potenziali amici, attese una loro risposta.

Stregatto, percepì poi, immediatamente, il ringhio crescente nelle gole di questi aggrottati animali, ma, non conoscendone il significato, continuò nella sua presentazione?"“ Ho viaggiato per molte terre, ma non m’era mai capitato un posto originale come questo, dove la notte regna sovrana, e la luce è solo quella bianca della luna, dove tutto si svolge di notte con ritmi lenti e rilassanti, dove la vita sembra scorrere con la dolcezza di un fiume in pianura-“

 

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