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L'uomo che portò il silenzio

Una fanciulla vestita di bianco, lungo il fiume lavava i suoi panni. Nell'aria si perdeva la voce della giovane donna, il suo canto toccava tutto e quel paesaggio diveniva così, magico.
I raggi di sole danzavano sulle onde, qualche pesce saltava fuori dal corso d'acqua. Alcuni animali, anche tenendosi distante volgevano le loro orecchie verso quel suono armonioso.
L'uomo osservò la ragazza, china sulla riva, e lo sguardo si soffermò sul suo giovane corpo. Era forse sordo, non sentiva quell'uomo il dolce susseguirsi di quelle note? Il viso era cupo e non c'era amore per quell'armonia donata, per quella felicità antica. Il suo era desiderio, desiderio di possesso e non di condivisione del "tutto", non vide né gli animali, né il sole danzante.
Fu un attimo solo, un lungo ed interminabile attimo a fermare il canto della fanciulla, poi torno' il silenzio ma per quell'uomo, che ora soddisfatto tornava alla sua casa, niente era cambiato. Arrivò nel suo silenzio e nel suo silenzio lasciò la valle.

 

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4 commenti:

  • Eleonora Ruby il 26/01/2013 18:48
    Lo trovo eccezionale... non ho altre parole. Complimenti davvero! Arriva dritto al cuore.
  • Anonimo il 11/05/2011 18:40
    Bravo ------------------------------------
  • Riccardo Cecotti il 13/10/2010 12:19
    Grazie, io penso che il parlare di stupro in maniera morbosa renda lo stupro interessante ai morbosi stessi.
  • Michele Rotunno il 12/10/2010 12:47
    Armonia di uno stupro! Almeno mi auguro che finisca lì e non come ad Avetrana.
    Complimenti, hai saputo valorizzare, quasi come una poesia, gli attimi inncocenti ed anche il cinismo bestiale. Ben riuscita.
    Miro

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