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<title>Ultime opere di Roberto Di Palma su PoesieRacconti.it</title>
<description>Le ultime opere di Roberto Di Palma pubblicate nel sito</description>
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<lastBuildDate>Sun, 09 May 2010 23:15:07 +0100</lastBuildDate>
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<item><title>racconto - Ottimismo</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/Roby_A">Roberto Di Palma</a></strong></p><p>Vorrei dedicare questa parte di libro ad un mio modo di essere, ad un insieme di avvenimenti e comportamenti chiamato "ottimismo". Di questo ipotetico sentimento vi sono poche tracce ormai nei caratteri radicati in ogni persona, eppure serve. Mi son reso conto della sua utilità quando cominciai a rendermi conto anche di quanto permettessi a persone ed esperienze di rovinarmi la vita, da quando ne ho consapevolezza riesco a vedere il mondo con altri occhi, potrà sembrare a voi per come scrivo, e per cosa scrivo che io disprezzi tutto ciò che c'è in questo mondo, ma non è cosi, ne parlo cosi male nella speranza che qualcuno leggendo possa ritrovar in sè la ragione e cosi facendo rendere il mondo migliore nel suo piccolo. Si vive anche più felici, più tranquilli grazie a questo sentimento, quando c'è dentro di te in ogni azione sei motivato a raggiungere il tuo scopo, riesci ad immaginare già il futuro dopo le conseguenze di quell'azione, ed è una virtù di cui tutti ne debbano essere provvisti. Ogni giorno sento, vedo e leggo gente che si lamenta di come gli vanno le cose,  io credo che vadano cosi perchè già da prima fondano il loro futuro sul presupposto che le cose gli vadano male, al posto di supporre che tutto vada per il meglio. Fortunatamente, ed è una cosa di cui mi vanto, ho il piacere di sentire questo sentimento dentro me, anche se a volte mi fa sembrare presuntuoso, ai miei occhi in primis, so che altrimenti mi farei sopprimere dai brutti pensieri e dalle negatività, cosa che per me non ne vale la pena perderci neanche un attimo su, la vita è una sola, e cerco di viverla nel modo più felice che ci sia, e bada bene, non intendo come le convinzioni che ultimamente sento dire dai giovani della mia età, cioè che essere felici per loro è trasgredire le regole, bere, fumare, giocare con i sentimenti altrui, ma intendo cercar di far del bene ogni giorno per veder sorridere il mondo, e sorridere a nostra volta. Tutti cerchiamo la felicità senza sosta, ed ora che ci penso, capisco che mi son perso tanto, ogni sera. Siamo tutti presi dalla nostra vita, tutti impegnati a cercare qualcosa di stupendo nel mondo quando basta alzare lo sguardo anche solo per un attimo per vedere la cosa più stupenda che c'è, un cielo stellato, ci lamentiamo per ogni cosa che ci vada male, ma la differenza tra un ottimista e un pessimista, è che l'ottimista è consapevole del bene che c'è a questo mondo, e spera di trovarlo in ogni evento futuro, il pessimista non ci prova neanche. Detesto citare qualcuno, soprattutto in un testo dove ci dovrebbero essere solo miei pensieri, ma vedendo una scena tratta da "Il Signore degli anelli" mi son emozionato e mi son reso conto di molte cose, in particolare una frase mi è rimasta, ed è la seguente: "C'è del buono in questo mondo padron Frodo, è giusto combattere per questo.", frase che racchiude in sè la mia filosofia di vita, cioè combattere per un mondo migliore, per vedere un cambiamento anche solo in poche persone, per rendere felice gli altri e provare tanta soddisfazione nel farlo da rendere felici se stessi. Purtroppo è poco il successo che sto ottenendo grazie a questa filosofia, cerco di aiutare tutti, amici, lei, cercando di fargli capire quanto sia importante non perdere la speranza, quanto sia importante sapere che qualunque cosa succeda tutto può andare per il verso giusto, ma è poco l'ascolto che mi prestano, perchè si sa, chiunque segue soltanto i consigli che trova comodi, o che rispecchiano il loro modo di essere e di pensare. Vengo considerato un pazzo, fuori dal normale, noioso, stupido, ma nonostante il fatto che sono davvero poche le persone che contano sul mio modo di pensare io son ancora qui a non smettere di lottare, è questo l'ottimismo di cui sto parlando, è questo da cui a mio avviso dovrebbero prendere esempio le persone scettiche sul mio operato.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6780"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6780</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6780</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 09 May 2010 23:15:05 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Le mie scuse</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/Roby_A">Roberto Di Palma</a></strong></p><p>è ora di chiedere scusa, è ora di prendersi le proprie responsabilità. Le prime scuse vanno ai miei amici che, come se ne sono accorti ormai tutti, ho trascurato per lei. Vi spiego il motivo, io non ho mai creduto nell'amicizia, o almeno non eccessivamente, per me essere amici è fare delle stronzate insieme, divertirsi ogni tanto insieme, aiutarsi a vicenda, questo si, ma non credo che due amici debbano passare intere giornate insieme. Io ed i miei amici, in particolare due, che sarebbero in teoria i miei migliori amici, passiamo cinque ore al giorno insieme, parlo della scuola, parliamo, ci divertiamo, ci confidiamo (io un pò meno) e mi fa piacere star con loro, ma dopo cinque ore passate con loro preferisco dedicare il tempo rimanente ad altre cose. Non capisco come fanno la maggior parte delle persone a trascorrere 8-9 al giorno con i propri amici, li usano per colmare il vuoto lasciato dall'amore, mi dice lei, io sinceramente non li capisco. L'amicizia è un sentimento mal strutturato, dove si litiga anche, ed è questa la cosa incredibile, l'amicizia in teoria dovrebbe essere un sentimento dove non ci dovrebbero essere disguidi, incomprensioni, ove si pensa soltanto al divertirsi, eppure si litiga, proprio come nell'amore, la differenza è che in amore gioca un ruolo importante la gelosia e l'attrazione, nell'amicizia no, o almeno non dovrebbe.<br />Questo sentimento è ormai sopravvalutato, anche la persona più legata ad un amico può trovarsi in una situazione di stasi mentale dove sente che gli manca qualcosa, qualcuno che la capisce, qualcuno che la considera il migliore, qualcuno che sia sempre lì quando ne ha bisogno, qualcuno che gli dia qualcosa che il suo amico non sia in grado di dare, e proprio lì entra in gioco la voglia di innamorarsi, per colmare quel vuoto. Beh, non è mai stato il mio caso, per questo non mi pento della decisione di rinunciare a tutto questo per lei. Altre scuse vanno invece all'umanità in generale, causa la mia esistenza, qui uscirà fuori tutta la mia autostima. Chiedo scusa, perchè credo nell'amore vero, ma non sono in grado di viverlo, perchè tante persone credono in me mentre io continuo a deluderle, perchè tante persone alla mia vista provano disgusto, perchè io provo disgusto alla vista di quasi tutta l'umanità, perchè non chiedo mai aiuto a nessuno per quanto riguarda la mia sfera emotiva, perchè mi dicono che son bello ma non è quello che sento, perchè mi dicono che ho un bel carattere ma non lo dimostro alla persona a cui più ci tengo, perchè esistendo tanta gente mi odia. Continuando con le scuse, vorrei porgerle alla mia famiglia, molto spesso mi dimentico di quanto fanno per me, di quanto sono per me, anche se pretendono che io li ascolti mentre loro non ascoltano me, perchè non li voglio tanto bene quanto ne voglio a lei, perchè disubbidisco molto spesso, perchè tengono troppo a me, più di quanto meriterei, e perchè non cerco di dimostrargli quanto li voglio bene. Infine, le mie più sentite scuse vanno alla persona a cui dedico la maggior parte delle parole, la maggior parte delle mie azioni, lei. Lei che le ho fatto passare 5 mesi di inferno tra litigi e reclusione, che ogni volta che è lontana da me vorrei tornasse indietro, lei che ogni volta che sto male sta male anche lei. Queste son le mie più sentite scuse perchè tante volte ho commesso degli errori nei suoi confronti, come è successo recentemente quando lei andò in gita, ed io mi preoccupai per tutta la giornata, vorrei raccontarvene un pò di quella giornata. Mi svegliai con l'intenzione di passare una giornata a non rovinarle la vita, andò in tutt'altro modo, a scuola squillo dopo squillo la pensavo sempre più. Poi, tornato a casa, ero nella mia stanza a non fare niente che mi distraesse dal pensiero, e crollò il muro che teneva represse tutte le mie preoccupazioni, piansi per poco, perchè subito tentai di riparare allo sbaglio appena commesso, e passai qualche ora a cercare di ricostruire quel muro. Poi mi chiamò, arrivò quella chiamata che trasforma le lacrime di dolore in lacrime di gioia. Parlammo e la sua voce suonava come un armoniosa melodia attraverso il telefono, purtroppo disturbata da voci in sottofondo di ragazzi che parlavano appositamente per farmi ingelosire, inconsapevoli di cosa sarebbe potuto succedere tra me e lei, non credevo alle loro parole ma il mio cuore lo stesso si riempìì di rassegnazione a cosa sarebbe potuto succedere. E li feci lo sbaglio più grosso che avessi potuto fare, piangere mentre parlavo con lei, dopo tentativi di persuaderla dal pensiero di me che piangevo, lo ammisi e ci salutammo. Furono attimi tormentati da quel momento, ero immobile li a piangere e a pensare: ci risiamo, alle prese con il mio carattere di merda, lei che trascorre una giornata diversa dal solito ed io che gliela rovino. Queste lacrime fanno male, soprattutto perchè so che fanno male a lei, le eviterei davvero, come eviterei la preoccupazione che mi assale ogni volta che passa una giornata lontano da me, mi dispiace da morire, mi dispiace di esser cosi. E' la verità, ogni volta che sto male per lei aggiungo un senso di colpa come contorno ripetendomi quanto sono squallido ogni volta che la faccio soffrire, ma da oggi qualcosa dovrà cambiare. Abbiamo parlato dei nostri problemi ancora una volta, di ogni volta che gli impedisco di uscire, o di ogni volta che mi distruggo a casa mentre lei esce, abbiamo fatto un accordo, dovrò cambiare. Una volta a settimana lei potrà vedersi con la sua migliore amica ed io dovrò cercare di non preoccuparmi come le altre volte, è l'ultima nostra possibilità, se non riusciamo questa volta, saremo sicuri che io non riesco a cambiare, e lei prenderà la decisione che per lei è più giusta, lasciarmi. Che paura che mi fa, e se non ci riuscissi? Cosa succederebbe? La perderei per sempre? è un lusso che non  posso e non voglio permettermi visto la mia situazione, son troppo preso da lei, non vivrei altrimenti, spero davvero di riuscirci, ma son ottimista, perchè un ragazzo innamorato è capace di far tutto per la sua ragazza, anche cambiare. Le chiedo scusa nonostante continui a ripetere gli stessi errori. le chiedo scusa nella speranza che un giorno mi perdonerà tutto questo.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6779"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6779</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6779</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 09 May 2010 22:02:02 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Presentazione</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/Roby_A">Roberto Di Palma</a></strong></p><p>Ciao, sono Roberto Di Palma.<br />Banale come inizio di un libro ma sinceramente non so neanche se lo continuerò, quindi sforzarsi per trovare un inizio buono sembra inutile a mio avviso, è quello che seguirà che conta davvero.<br />Ho 15 anni, e siamo nel 2010, precisamente 11 aprile ore 18:46, il 4 maggio sarò sedicenne.<br />è stata una giornata pesante e molto particolare. Una persona di cui mi fidavo ciecamente mi ha mentito più volte, e l'ho scoperto solo oggi, ma va bene, scelgo di fidarmi ancora una volta, dopotutto son io che voglio il mondo diverso, e quindi il cambiamento deve iniziare da me, ma son sicuro che non funzionerà, non ha funzionato fino ad adesso. Questa società è ormai distrutta, si pensa che perdonare e piangere siano sintomi di debolezza, io trovo li invece la mia forza. Anche se non ho cambiato il mondo posso almeno dire di averci provato, mentre nessuno potrà mai dire di esser stato trattato male da me. Questo per me, è il più grande vanto che possa esistere. Tralasciando ciò che è accaduto oggi, voglio parlarvi di ciò che mi accade generalmente.<br />Vivo a Scafati, una città in provincia di Salerno, odio questo posto. Pieno di ragazze superficiali che pensano soltanto a sbandierare il loro idolo televisivo per poi lamentarsi di non trovare un ragazzo che le tratti bene, e di ragazzi che l'unico hobby che hanno è provarci con tutte le ragazze che vedono per strada cercando disperatamente qualcuna con il cervello pari al loro, cioè pari al nulla, e che ogni occasione è buona per cercare di testare le loro nocche su facce a loro sconosciute. Ma c'è un raggio di sole in tutto questo, una piccola speranza che mi permette ancora di vivere con piacere su questo sporco mondo, ed ha un nome, Angela. E' la mia attuale ragazza, stiamo insieme da 5 mesi, e 13 giorni, e la amo da impazzire, è di lei che vi ho accennato poco fa. Lei oggi mi ha confessato di avermi mentito, ma capisco i suoi motivi, tutti dovuti al gigantesco ego che ogni essere umano ha dentro e che ognuno ha bisogno di tenerlo in vita, chi alimentandosi di apprezzamenti derivanti dalla persona che ama, chi di apprezzamenti derivanti da altre persone. Abbiamo parlato, ed io non voglio perderla, perciò scelgo di perdonarla perchè dopotutto ha rinunciato a tanto per me, e la merita una seconda possibilità, con gli occhi che ha si meriterebbe tutte le possibilità che sarebbe in grado di sprecare. La amo. La amo come non ho mai amato nessuna, la amo ed è la prima volta che amo qualcuna veramente. Le relazioni sono più complicate di quanto immaginiamo. Crediamo che siano tutta felicità e niente dolore, non è cosi. Tutta la felicità che la persona che hai accanto è in grado di darti la ritrovi nella stessa quantità ma sottoforma di dolore in ogni litigio, non è un gioco. Molti si accoppiano per il solo piacere di farlo, ed io ero uno di questi, stavo con lei soltanto per divertirmi, perchè si sa, dopo ogni storia finita non si vuole ripetere l' errore di credere in qualcosa di concluso già dall'inizio, ma di credere in qualcosa che può darti felicità senza sforzo nè dolore. I primi giorni furono serate particolari, dove il divertimento dominava sulle altre emozioni, mentre l'amore faceva capolino tra una parola e l'altra senza mai farsi vedere interamente, tutto rigorosamente in solitudine, io e lei, eravamo in un atmosfera di apparente felicità dove eravamo consapevoli entrambi di non conoscerci, ma di piacerci, tipo un colpo di fulmine. Man mano che passavano le serate cresceva in me ed in lei la voglia di concretizzare una storia fino ad allora presa con leggerezza, povera lei. Dico povera lei perchè mi conosco, so il carattere che ho, possessivo e geloso al massimo, e questo fu la condanna a rinunciare tutto ciò che potesse darmi fastidio, ingelosire, o togliere del tempo dedicato a me. Mi ripete continuamente che non è stato uno sbaglio, che la rendo felice tanto da ripagare le sue rinunce, e questo è la gioia più grande per il mio cuore, se è là che albergano le emozioni. Niente ti rende più felice del vedere il viso della persona che ami sorridere per merito tuo, ma nonostante tutte le sue belle parole credo che sia giusto per lei un futuro dove sia libera di fare ciò che vuole, e sto parlando dei suoi sacrifici per star con me. Ma, ahimè, il mio egoismo sembra più grande della voglia di far del bene, la desidero solo per me, perchè senza lei ormai non so essere felice, ed in fondo anche perchè so quanto ci soffrirebbe a perdermi, quindi un briciolo di bontà c'è nelle mie intenzioni. Il nostro rapporto è incredibile, litighiamo molto spesso, e le colpe sono condivise, me per la mia infinita gelosia e lei per il suo orgoglio, ma abbiamo superato di tutto, tanto che se non l'avessi vissuta personalmente questa storia non avrei mai creduto che potessero accadere cosi tante cose in cinque mesi, ma sono fiero di questo, è un rapporto duraturo. Lei è tanto orgogliosa e io tanto accondiscendente, ci compensiamo in qualche modo, gli ho sempre perdonato tutto e non me ne pento perchè so che una come lei capita una volta nella vita, e proprio adesso che l'ho trovata non la perderei per nulla al mondo. Vista da questo punto di vista sembrerà un mostro in effetti, ma vi assicuro che non è cosi, è un angelo di nome e di fatto, è bella, intelligente, simpatica, profonda, tanto profonda che molto spesso neanche lei si capisce, ed è buonissima, la amo. Ha un aspetto meraviglioso, alta poco meno di me, con capelli che si vantano in splendidi ricci castani che si posano sulle spalle, una pelle vellutata non troppo chiara nè troppo scura, occhi grandi marroni circondati da un filo di verde alla luce del sole, labbra morbidissime e carnose, naso piccolo e adorabile, tutto contornato da due guance stupende, fisico minuto e femminile, curvilineo ed elegante, la ragazza più bella del mondo a mio avviso, o forse sono i miei occhi a disegnarla tale. Vi assicuro che ho perso la testa per lei, come la perderebbe ogni uomo alla sua vista, e come lei l'ha persa per me.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6777"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6777</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6777</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 09 May 2010 21:39:50 +0100</pubDate></item>
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