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<title>Ultime opere di   su PoesieRacconti.it</title>
<description>Le ultime opere di   pubblicate nel sito</description>
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<item><title>aforisma - [Senza titolo]</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>Se il problema esiste solo nella tua mente, esso produrrà comunque il massimo danno  anche alle persone attorno.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-8537"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-8537</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-8537</guid><category>aforisma</category><pubDate>mer, 26 ott 2011 14:17:11 +0100</pubDate></item>
<item><title>aforisma - Assioma sugli scritti importanti</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>Più durano e più vengono fraintesi.<br />All'inizio nessuno li capirà.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-6277"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-6277</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-6277</guid><category>aforisma</category><pubDate>gio, 23 giu 2011 18:05:55 +0100</pubDate></item>
<item><title>aforisma - Legge dell'illuminazione</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>Chi non ci arriverà mai, muore.<br /><br />Chi ci è quasi arrivato, impazzisce.<br /><br />Chi ci arriva, muore o impazzisce.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-6264"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-6264</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/aforismi/opera-6264</guid><category>aforisma</category><pubDate>mer, 22 giu 2011 13:31:16 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Domenica pomeriggio media: giorno di cultura</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>Uno due tre quattro cinque sei: niente. Ottocentotrentatre ottocentotrentaquattro seiseiuno settesettecinque ottocento novecento millecinquecento...<br />-Dai spegni la TV e andiamo a fare shopping!-<br />-Va bene.-</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-9737"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-9737</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-9737</guid><category>racconto</category><pubDate>lun, 20 giu 2011 19:36:37 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - Un incubo come tanti</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>Eravamo io, mio padre, mia madre e la mia sorllina. Un ottimo pomeriggio per passeggiare in quel bosco primaverile: il sole filtrava attraverso i rami degli abeti e colpiva il terreno creando dei magnifici motivi con l'erba.<br />Mio padre camminava sempre in testa al gruppo quando si andava nel bosco, lo faceva perché durante l'autunno sarebbe stato il primo ad avvistare qualche fungo, e così procedeva disegnando grandi semicerchi attorno al sentiero. Ovviamente a primavera era quasi impossibile trovare qualche fungo, ma lui comunque si trascinava quest'abitudine per tutto l'anno.<br />A un tratto, mentre giocavamo con dei ramoscelli, vidi che una Rolls Royce anni '50 stava venendo verso di noi, e a quel punto mi accorsi che il nostro sentiero non era più un sentiero, ma una strada di campagna piena di dossi e buche. Io, mia sorella e mia madre ci facemmo da parte sul lato sinistro della strada, mentre mio padre ancora non accennava a spostarsi. Temendo dunque per lui presi il mio joypad dalla tasca della giacca e tenendo premuto i due tasti "quadrato" e "x" lo condussi rapidamente dietro ad un albero, dopodiché lo feci accovacciare.<br />La Rolls in ogni caso si fermò alla nostra altezza e i due gangster vestiti di nero ci guardarono.<br />Senza dire una parola scesero dall'automobile e il tizio che sedeva al posto del passeggero ci si parò subito davanti, pronto a impedirci la fuga in qualsiasi momento. Il secondo gangster invece scese più lentamente e si rimboccò la camicia nei pantaloni, poi, camminando attorno alla macchina si mise proprio di fronte a me. Sembrava che volesse dire qualcosa ma non ne ebbe il tempo perché mio padre da dietro le sue spalle gli tagliò di netto la testa con un lungo coltello di ossidiana.<br />Allora afferrai il suo falcetto e tutti noi iniziammo a correre seguendo la strada, così subito dopo ci trovammo in un grande prato.<br />L'attacco a sorpresa del vecchio aveva paralizzato l'altro omino in nero, il quale sembrava il meno sveglio, e questo ci consentì di avere un discreto vantaggio. Ma quando mi girai il gangster stava già inseguendoci: non correva molto velocemente, faceva roteare il suo falcetto con una lunga corda, e quando la lanciò cadde a pochi metri da me. Mentre ritirava la corda a se adottai lo stesso sistema e la lanciai a mia volta. Lo colpii in testa conficcando la punta del falcetto di almeno dieci centimetri, e morì.<br />Mi girai velocemente e raggiunsi in poco tempo la mia famiglia per dire loro che il pericolo era scampato. Tuttavia anche se mi sentivano non accennavano a fermarsi, anzi mia sorella correva sempre più velocemente, così quando raggiunsi i miei chiesi spiegazioni:<br />-E' stata colpita alla testa e si è mangiata parte del cervello, e adesso non sente dolore e riesce a sfruttare al massimo il suo corpo!-<br />Ormai eravamo in paese e mia sorella dopo la seconda curva la perdemmo di vista.<br />Temevo per lei perché correva in mezzo alla strada, e una bambina di dieci anni è piccola e fragile.<br />Smettemmo di correre stremati e proseguimmo a passo spedito.<br />A metà del paese una signora su un camioncino stava parlando con due persone:<br />-Povera, avete sentito? E' stata investita da una macchina!-<br />Io guardai i miei e dissi:<br />-Sicuramente è lei.-<br />Camminammo fino a via Roma, che è la via principale, e lì più persone si erano riunite a guardare qualcosa. Riconobbi anche il mio amico che abita proprio di fronte: guardava mentre si fumava una sigaretta. Pensavo che mi avrebbe detto qualcosa ma io non lo avrei voluto, e per fortuna non si mosse, ma mi fece capire che aveva riconosciuto mia sorella.<br />Facendomi largo tra la gente la vidi distesa mentre piangeva e i miei genitori erano già raccolti accanto a lei. Mi coprii la bocca con tutte e due le mani e iniziai a piangere disperatamente.<br />Fortunatamente arrivarono i soccorsi che la anestetizzarono e dissero che ce l'avrebbe fatta di sicuro a sopravvivere, così prima che entrasse in ambulanza la abbracciai forte e lei mi baciò la guancia.<br />Solo allora il mio amico mi raggiunse e mi diede una sigaretta che subito accesi mentre guardavo l'ambulanza andarsene verso l'ospedale.<br />Allora mia madre mi guardò e mi rimproverò della sigaretta: era dietro al chiosco a cucinare crespelle al miele:<br />-Dai dai mamma, lasciami fumare una!-.<br />Il giorno dopo andai da mia sorella in ospedale; stava benissimo, e dalla gioia ci abbracciammo e piangemmo assieme.<br />-Dottore, anch'io ho una ferita al polso.- mi sentii dire.<br />-Infatti te l'ho già curata.- rispose il medico.<br />Guardai al polso ed effettivamente stava ultimando di isolare i cavi positivo e negativo infilati nel mio braccio.<br />Contento mi sono svegliato.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-8301"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-8301</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-8301</guid><category>racconto</category><pubDate>sab, 08 gen 2011 19:01:09 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Tu no!</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>-Non cedo ad alcun ricatto!<br />Nulla è superiore a me<br />e di ogni mio misfatto-<br /><br />-Credi dunque che or ora<br />se diventassi il tuo re<br />non ti piegheresti ancora e ancora?-<br /><br />-Mai e poi mai cederei.-<br />-Ricorda che potresti morire.-<br />-Anche tu, se volessi ti ucciderei.-<br />-Ma io sono già pronto per partire.-</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-69829"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-69829</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-69829</guid><category>poesia</category><pubDate>dom, 12 dic 2010 15:23:43 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - L'abitudine uccide</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>-Sei morto, non lo sai?<br /> Ovvio, altrimenti non lo saresti.-<br />-Ma che cosa dici mai?<br /> Se lo fossi non mi parleresti;<br /> ma forse tu lo dici<br /> perchè sempre si ripetono i miei gesti.<br /> Ora qui ci sono le mie radici<br /> e tutta la nostra tradizione<br /> che tutti, parenti e amici,<br /> onorano in ogni azione.<br /> Guarda il Sole, guarda il Mare,<br /> ogni giorno c'è ripetizione<br /> e anche un gatto per mangiare<br /> ogni giorno esce a caccia.-<br />-Della Natura non ti fidare:<br /> può sembrare che ti compiaccia<br /> ma sappi che un giorno ride<br /> e l'altro cambia faccia.<br /> Tutti i dì qualcuno uccide<br /> ed anche in questo momento<br /> la tua mente lide:<br /> grazie a me che provocarti è mio intento.<br /> Tu ripeti i tuoi rituali,<br /> tu richiami ogni evento,<br /> ma sappi che tutti sono casuali<br /> e sei tu che combatti<br /> per renderli sempre uguali.<br /> Surge igitur! Ituoi atti<br /> cancella dalla memoria!<br /> Vivi al momento i fatti<br /> e ricomincia in gloria!</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-69826"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-69826</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-69826</guid><category>poesia</category><pubDate>dom, 12 dic 2010 15:21:02 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - La Sveglia suona, ma non funziona</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/luca_baritussio"> </a></strong></p><p>Sei appena morto. Io rimango qui accanto al tuo cadavere freddo e privo di qualsiasi ricordo. Provo ad accarezzarti ma l'azione risulta essere solo un contatto tra un corpo freddo ed uno caldo.<br />Alzo lo sguardo e vedo molte persone attorno a te: parenti ed amici accorsi come me dopo aver appreso la triste notizia! Devo dire che hanno le facce più morte della tua, vero Faustino? Secondo me non è possibile stare una notte intera accanto ad un cadavere senza riuscire a pensare a qualcos'altro almeno per qualche minuto. Quella è tua zia Marcella vero? Ricordo che me ne parlasti solo due o tre volte, ma io l'ho riconosciuta subito per via dei suoi vestiti strampalati di cui mi hai raccontato.<br />Penso che se ora le chiedessi di ripescare un ricordo felice con te si troverebbe in imbarazzo, visto il poco tempo che avete passato assieme.<br />Sono proprio tutti impalliditi! Devo fare qualcosa per queste persone attorno a te: mi dispiace che soffrano così quando invece tu ora sei così sereno.<br />Mi spieghi cosa pensano gli esseri umani riguardo alla morte?<br />Capisco, quindi hanno solo paura di morire anche loro e di conseguenza tentano di mantenere viva la persona quanto possibile nei ricordi. Tuttavia non si spiega la loro tristezza.<br />Ma adesso provo a svegliarli tutti quanti:<br />-E' MORTO! HO DETTO CHE E' MORTO!-<br />Allibiti. Come si permette questo di urlare così durante la Veglia? Non è conveniente.<br />-Non puoi farci niente Valdo, capisco il tuo dolore ma ti prego di comprendere anche il nostro.-<br />Lo sapevo, questa qua non ha capito niente.<br />-NON AVETE CAPITO! Lui è ormai andato, e dovete andare anche voi! Il tempo non torna più per nessuno signori, cerchiamo di renderci conto che se avete dei rammarichi ormai è troppo tardi ed è inutile che stiate qua senza un motivo REALE!-<br />Le loro facce si trasformarono dunque in volti spaventati, arrabbiati, e punti interrogativi sgusciavano da ogni poro della pelle.<br />-Per favore adesso basta. E abbassa la voce! Siamo tutti qui per vegliare sulle sue spoglie e tu stai rovinando l'atmosfera. Ti chedo di andartene subito!<br />Se fossimo stati nell'anno 1500 sicuramente sarebbero stati felici di prendermi a frustate e lanciarmi pomodori.<br />Con educazione mi avvio verso l'uscita della casa, passando per lo stretto corridoio affollato da molte persone eleganti.<br />Finalmente un po' d'aria, si soffocava là dentro.<br /><br />Certo mentre mi allontanavo qualcuno ha pronunciato il mio nome: -Valdo...-, -Oh, Valdo...-.<br />Soltanto una persona era rimasta impassibile di fronte alla scenata di poco prima, ma non so chi sia: ha solo alzato lo sguardo verso di me ed ha sorriso delicatamente, quasi per congedarmi, poi ha ripreso le sue preghiere.<br /><br />-Hai visto, Faustino? Non è servito a niente direi.-<br />-Già, poveracci: questi Umani non sono poi così intelligenti come si credono. Quando lo capiranno sarà sempre troppo tardi.-</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-8146"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-8146</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-8146</guid><category>racconto</category><pubDate>sab, 11 dic 2010 08:08:45 +0100</pubDate></item>
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